. I rappresentanti della Filiera Unita delle Costruzioni incontrano Renzi

  • I rappresentanti della Filiera Unita delle Costruzioni incontrano il Segretario del PD Matteo Renzi

    Oggi, 27 febbraio, i rappresentanti delle Associazioni che compongono la Filiera unita delle Costruzioni (CNA COSTRUZIONI, ANCE, ANAEPA CONFARTIGIANATO, LEGA COOP, CASARTIGIANI, CLAAI, ANIEM CONFAPI, ANIEM CONFIMI ed OICE), continuando i loro incontri preelettorali, hanno incontrato il segretario nazionale del PD, Matteo RENZI. A rappresentare CNA COSTRUZIONI erano presenti il Presidente nazionale Enzo Ponzio ed il responsabile dell’Unione Mario Turco Durante l’incontro i vari rappresentanti della Filiera Costruzioni hanno presentato al Segretario del PD i punti principali del loro Manifesto, appositamente preparato per le prossime elezioni politiche, dove si chiede a tutti i competitori politici impegni precisi a favore di un settore che rappresenta l’8% del PIL e che da oltre un decennio è piombato in una crisi strutturale che ha perduto per strada 100.000 imprese e 600.000 lavoratori.

     I principali punti del Manifesto sui quali si chiede alla politica di intervenire sono sinteticamente i seguenti. · Settore Costruzioni, motore del Paese o Il settore delle costruzioni è uno dei volani principali dell’economia del Paese: forte ricaduta sul mercato interno, occupazione sul territorio e un’ampia filiera collegata; 1 euro investito in edilizia produce 3,5 euro di PIL. Se riparte il settore, riparte l’economia del Paese

    · Infrastrutture per la competitività. o L’Italia ha un grave gap infrastrutturale che rende urgente la realizzazione di opere pubbliche (sia grandi che medio-piccole) per la qualità della vita e lo sviluppo economico e sociale. Manutenzione del territorio, sicurezza delle scuole, efficienza delle città sono le priorità su cui puntare. Le risorse ci sono ( 140 miliardo per 15 anni) ma vanno rese operative in tempi brevi, riducendo e semplificando i passaggi decisionali e prevedendo una governance centrale

    · Burocrazia: un macigno che blocca il Paese. o L’eccesso di burocrazia costa alle imprese 4,4 miliardi all’anno e penalizza fortemente l’Italia in termini di competitività (siamo al 46° posto su 190 per facilità di fare business), genera più corruzione e frena l’azione delle imprese che operano nella legalità. Le pubbliche amministrazioni - fra paura, incompetenza, e incertezza normativa – finisco

    · Codice Appalti: obiettivo mancato. o A 2 anni dall’entrata in vigore della riforma degli appalti, sono tante le promesse non mantenute: spesa per investimenti ancora lenta, poca trasparenza, troppe deroghe, controlli solo formali che non tutelano la legalità. Serve un codice più snello con un dispositivo attuativo capace di far funzionare il settore rimasto pressoché bloccato negli ultimi due anni.

    · Rigenerare casa, città e territorio. o L’avvio di un Piano di rigenerazione delle periferie e delle aree degradate del Paese non è più rinviabile e tutte le forze politiche sembrano convenire su questo assunto. Serve una norma nazionale che riconosca la pubblica utilità degli interventi di rigenerazione ed una regia centrale per le politiche urbane.

    · Politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente. o La leva fiscale è strategica per qualsiasi disegno di politica industriale. Invece in un settore in crisi da dieci anni è stato introdotto il meccanismo dello split payement che ha ridotto ulteriormente la liquidità delle imprese, messa già a durissima prova dalla scarsità di credito messa a disposizione dalle banche alle imprese del settore. D’altra parte, per troppo tempo la casa è stata usata come un bancomat da parte dello Stato, trasformandosi da valore a costo per i cittadini.
    · Necessità di una politica industriale per il settore. o La crisi sta determinando una deindustrializzazione del settore che sta colpendo tutte le imprese: quelle piccole, quelle medie e quelle grandi. E’ evidente che una crisi sistemica ha bisogno di una nuova politica industriale. Gli incontri preelettorali della Filiera delle Costruzioni con i politici continuano nella giornata di domani 28 febbraio, rispettivamente con i rappresentanti di “Noi con l’Italia UDC”, Onorevoli Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa, e con l’On. Beatrice Lorenzin, capolista di “Civica popolare”. CNA COSTRUZIONE valuta positivamente l’azione preelettorale che a livello nazionale si conclude con gli incontri programmati per domani. L’obiettivo politico era quello di mettere al centro dell’attenzione dei candidati politici un settore chiave dell’economia nazionale che – a nostro giudizio – non è stato posizionato all’altezza della sua importanza nei diversi programmi elettorali. Offrendo spunti e proposte concrete per un suo rilancio nel Manifesto consegnato durante gli incontri realizzati. Tuttavia, CNA COSTRUZIONI ritiene ancora più positiva ed importante l’azione politica che bisognerà mettere in campo nel dopo elezioni, confrontandosi non solo con il Governo che si formerà (azione di livello nazionale) ma anche e soprattutto con i parlamentari eletti (azione di livello territoriale) per fare in modo che le analisi e le proposte contenute nel Manifesto della Filiera rientrino a pieno titolo e con l’attenzione che meritano nella piattaforma politica della nuova legislatura.no per non prendere decisioni, fuggendo dalle loro responsabilità

 

 

Area Tematica: