. Il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato il Decreto sul Building Information Modeling; progettare in BIM per ora è facoltativo

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato pubblicato venerdì 12 gennaio il Decreto Ministeriale numero 560 del 1° dicembre scorso.

Il decreto 560/2017 stabilisce le modalità ed i tempi di progressiva introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture in attuazione dell’articolo 23, comma 13, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, “Codice dei contratti pubblici”.

Il nuovo provvedimento prevede la possibilità per le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori economici,, di una progressiva introduzione di metodi e  strumenti elettronici specifici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche, che poi diverranno obbligatori.

Il decreto entra in vigore decorsi quindici giorni dalla data di pubblicazione sul sito, e quindi dal 28 gennaio 2018.

L'art. 5 prevede che le stazioni appaltanti, da tale data, possano richiedere l'uso del BIM, ma solo ove abbiano già effettuato gli adempimenti preliminari indicati nell'art. 3: formazione del personale, adozione di un apposito piano di acquisizione e manutezione degli strumenti informatici necessari. E solo per le opere la cui progettazione sia stata attivata alla data suddetta (art. 9, c. 2).

Gli obblighi di utilizzazione delle nuove metodologie, invece, ai sensi dell'art. 6, avranno invece le seguenti decorrenze:

- dal 1° gennaio 2019 per i lavori complessi relativi alle opere con importo a base di gara superiore ai 100 mln di euro;

- dal 1° gennaio 2020 per i lavori complessi relativi alle opere con importo a base di gara superiore ai 50 mln di euro;

- dal 1° gennaio 2021 per i lavori complessi relativi alle opere con importo a base di gara superiore ai 15 mln di euro;

- dal 1° gennaio 2022 per i lavori complessi relativi alle opere con importo a base di gara superiore alle soglie comunitarie;

- dal 1° gennaio 2023 per le opere con importo a base di gara superiore ad 1 mln di euro.

Inizia così una lenta ma progressiva rivoluzione, che il nuovo codice aveva annunciato.

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