. L’ANAC scioglie i dubbi di PA e imprese sul sotto soglia.

Pubblicato l’aggiornamento delle «FAQ» con la risposta ai quesiti sull’applicazione delle Linee guida n. 4 (in allegato).

Il principio di rotazione va applicato tenendo conto di tutti gli appalti banditi da una stazione appaltante. È questo uno dei chiarimenti più importanti tra quelli pubblicati nelle FAQ alle linee guida n. 4 che l’ANAC ha pubblicato Nel documento pubblicato ieri l’Anticorruzione risponde anche a quesiti relativi all’utilizzo del DGUE per le dichiarazioni sui requisiti nei micro affidamenti (sotto 40mila euro), alla gestione delle offerte uguali nel «taglio delle ali» e all’esenzione dall’obbligo di presentare la garanzia definitiva negli affidamenti diretti.

Principio di rotazione

Anche se la stazione appaltante è articolata in più funzioni organizzative il principio di rotazione, che impone di non assegnare gli appalti sempre alle stesse imprese, deve tenere conto di tutti gli affidamenti assegnati dalla PA senza confinare il calcolo al recinto della singola articolazione funzionale. Risponde così Cantone al quesito relativo al rispetto del principio di rotazione nelle grandi amministrazioni pubbliche.

Possono fare eccezione a questa regola soltanto le amministrazioni che vantano articolazioni territoriali oppure destinare a gestire particolari funzioni, come nel caso delle direzioni locali di un ente pubblico nazionale. In tali casi, salvo diversa previsione dell'ordinamento interno, la rotazione può essere applicata considerando esclusivamente gli affidamenti gestiti dalla singola articolazione organizzativa».

DGUE nei micro appalti

Altri chiarimenti arrivano con le risposte a tre quesiti sui micro appalti. Innanzitutto Cantone chiarisce che negli affidamenti diretti sotto 5mila euro non è obbligatoria la richiesta di un DGUE elettronico, in quanto, sotto questo importo, le stazioni possono acquisire, indifferentemente, il DGUE oppure un'autocertificazione ordinaria, nelle forme del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445. Il discorso cambia per gli affidamenti diretti fino a 20 per i quali è d’obbligo, spiega l’ANAC acquisire le dichiarazioni tramite DGUE.

L’ANAC chiarisce anche che la stazione appaltante non può esimersi dall’obbligo di raccogliere le dichiarazioni delle imprese sul possesso dei requisiti, tramite autocertificazione (quando ammessa) o DGUE, a prescindere da una soglia minima di spesa. Infine, arriva un chiarimento sulla validità temporale delle dichiarazioni. Il DGUE può essere riutilizzato per successive procedure di affidamento, a condizione che gli operatori economici confermino la perdurante validità delle precedenti attestazioni. In tale dichiarazione l'operatore economico include l'indicazione del nuovo CIG, se disponibile, per la diversa procedura alla quale intende partecipare. Analoga operazione potrà essere adottata in caso di utilizzo dell'autocertificazione ordinaria».

Offerte uguali e soglia di anomalia

Le offerte con ribasso uguale devono essere trattate in modo unitario solo se si trovano a cavallo o all’interno delle «ali» da tagliare. L’ANAC chiarisce così uno dei punti più controversi delle procedure di aggiudicazione con identificazione della soglia di anomalia. Citando la prevalente giurisprudenza e le proprie linee guida l’ANAC spiega che la regola del trattamento unitario delle offerte con identico ribasso si applica soltanto laddove sia sorteggiato uno dei metodi cui alle lettere a), b), e) dell'articolo 97, comma 2 del Codice dei contratti pubblici, che prevedono il taglio delle ali e limitatamente alle offerte con identico ribasso che si collocano a cavallo o all'interno delle ali. Negli altri casi, le offerte con identico ribasso vanno mantenute distinte ai fini della soglia di anomalia.

Garanzie e prezzo di aggiudicazione

L’ultimo quesito proposto nelle FAQ riguarda il caso in cui la stazione appaltante decida di evitare all’impresa l’obbligo di presentare la garanzia definitiva negli affidamenti sotto 40mila euro. In questo caso il codice prevede che l’impresa garantisca comunque una miglioria del prezzo di aggiudicazione. Si tratta di un obbligo ineludibile, chiedono PA e imprese? L’ANAC risponde che il ritocco è necessario, visto che è espressamente previsto dal codice. Inoltre spiega che devono determinarlo sentendo l’affidatario e tenendo conto del valore del contratto, del presumibile margine d'utile e del costo che l'affidatario sosterrebbe per l'acquisizione della garanzia definitiva. Mentre la scelta di non richiedere la garanzia deve essere formalizzata dalla stazione appaltante in apposito documento, da allegare agli atti del procedimento.

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