. L'Osservatorio sul Mercato Immobiliare mette a disposizione i dati catastali, entità e caratteristiche dello stock dei fabbricati esistenti

L'interessante pubblicazione (ed. 2016), curata dall'Agenzia delle Entrate-OMI, raccoglie informazioni su più di 74 milioni di immobili

Le ‘Statistiche catastali’, giunte all’undicesima edizione, rappresentano una sintesi completa sull'entità e le caratteristiche dello stock dei fabbricati, così come censito nella banca dati del Catasto Edilizio Urbano aggiornato al 31 dicembre 2016.

Anche in questa edizione le Statistiche sono riferite a tutto il territorio nazionale comprendendo anche lo stock immobiliare delle province di Trento e Bolzano, le quali gestiscono in proprio gli archivi censuari del Catasto.

Si tratta di informazioni che riguardano un totale di 74,3 milioni di beni fra unità immobiliari urbane ed altre tipologie immobiliari che non producono reddito. Per le unità immobiliari urbane si forniscono: la numerosità dello stock, la sua consistenza fisica («vani», superfici o volumi a secondo delle categorie tipologiche) e la correlata base imponibile fiscale determinata dal Catasto (la «rendita catastale»), distinto secondo la tipologia di intestatario catastale che detiene un diritto reale sull’immobile.

Questi dati, dettagliati per categoria catastale, ovvero per tipologia e/o destinazione d’uso dell’immobile, ed elaborati su base comunale, costituiscono le «statistiche censuarie» che rappresentano il dato amministrativo-censuario riportato nelle banche dati.

Anche in questa edizione si è proceduto ad ulteriori elaborazioni che assumono più propriamente carattere di stima statistica. Queste rappresentano le «elaborazioni statistiche» delle statistiche censuarie. In particolare, si tratta di elaborazione dei dati censuari disponibili, ma non completi (per esempio, nel caso delle superfici delle abitazioni), del calcolo di relazioni tra dati censuari (per esempio, per determinare la «consistenza media per unità immobiliare»).

I miglioramenti acquisiti nelle banche dati del catasto nell’ultimo decennio (per esempio la fotoidentificazione2) e quelli ancora in corso come interventi di bonifica e revisione dei classamenti tendono a rendere sempre più corrispondente la situazione inventariale rappresentata a quella reale.

L’insieme di tali considerazioni permette di introdurre un’avvertenza generale alla lettura dei dati relativi alla dinamica dello stock. In questa pubblicazione si è confrontato lo stock del 2016 con quello del 2015 per coglierne le variazioni. Occorre far presente però come la variazione dello stock di unità immobiliari urbane, da un anno all’altro, possa dipendere da almeno tre fattori:

  • nuove costruzioni;
  • frazionamenti o fusioni di unità immobiliari esistenti;
  • rettifiche dovute a censimento di unità immobiliari già esistenti, accertamenti, correzione di errori.

Le variazioni intervenute nella numerosità dello stock e nelle rendite catastali riguardano tutti i movimenti registrati dagli uffici, quali, a titolo di esempio, la riclassificazione di unità immobiliari residenziali a seguito dell’applicazione della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le modifiche intervenute per la revisione del classamento nell’ambito delle unità immobiliari censiti nella categoria E (decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286), l’iscrizione di immobili rilevati dalle attività di fotoidentificazione (articolo 2, comma 36 decreto-legge n. 262 sopra citato), le attività di rettifica di errori introdotti accidentalmente nelle basi dati, accertamenti che modificano classamenti e rendite già in atti presentati dal contribuente.

Inoltre nel consuntivo dell’anno 2016 le unità immobiliari censite nelle categorie catastali dei gruppi D ed E hanno subito una profonda variazione, quantomeno nel totale delle rendite, per via delle nuove norme (Legge 208/2015 – Legge di stabilità per il 2016) che hanno previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l’esclusione dal calcolo della rendita delle componenti impiantistiche destinate alla produzione anche per unità già censite, con la presentazione di opportuni atti di aggiornamento catastale.

Pertanto, occorre interpretare tali variazioni tenendo conto dei fenomeni, non solo economici, ma anche amministrativi-fiscali sottostanti.
Il processo di valorizzazione statistica delle informazioni contenute negli archivi dell’Agenzia ed espresso dall’insieme di pubblicazioni, curate dalla Direzione Centrale Osservatorio Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi dell’Agenzia delle Entrate, disponibili sul sito internet www.agenziaentrate.it, fornisce sia un utile quadro informativo ai fini della trasparenza del mercato immobiliare ed alla conoscenza dei territori sia un supporto allo studio ed alla analisi economico-sociale.

In ultimo va osservato che le statistiche catastali, differentemente da altre pubblicazione della DC OMISE, a partire dal consuntivo dei dati 2017 (che saranno pubblicati nel 2018), non richiedendo un diverso processo di estrazione ed elaborazione dati, manterranno inalterata la serie storica dei dati pubblicati. L’unico mutamento avverrà per la parte delle “elaborazioni statistiche”, come sopra identificate, con riferimento al metodo di stima della superficie catastale che dal prossimo consuntivo sarà sostituito da quello definito per le compravendite (vedi nota metodologica alle statistiche trimestrali).

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 Statistiche catastali 2016 - pdf (5,92 MB)

 

 Tabelle 2016 - zip (1,29 MB)

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