. Rapporto Cedam. Nel 2014 scomparse 470 aziende edili e persi 10 posti di lavoro al giorno

Nel 2015 il 14,1 per cento dei marchigiani intende effettuare spese per la manutenzione o il miglioramento dell’abitazione. A sostenerlo il “Rapporto Cedam 2014 sull’edilizia dell’artigianato e delle piccole imprese delle Marche”, che è stato presentato ad Ancona. Un dato che conferma la propensione dei marchigiani ad investire nella propria abitazione, grazie agli incentivi fiscali.

Infatti a trainare il mercato delle costruzioni negli anni della crisi sono stati gli interventi per le ristrutturazioni ed il risparmio energetico. Facendo riferimento all’ultima dichiarazione dei  redditi del 2013, sono stati 195.618 i marchigiani  che hanno portato in detrazione le spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio o per il risparmio energetico, per complessivi 126 milioni di euro. In particolare in 162.300 hanno portato in detrazione 91 milioni di euro per le ristrutturazioni e in 33.318 hanno detratto 35 milioni di euro per il risparmio energetico.

Alla presentazione del Rapporto Cedam 2014 sono intervenuti il presidente Cedam Bruno Crescimbeni, il presidente nazionale Cna Costruzioni Rinaldo Incerpi per le associazioni artigiane, il segretario nazionale Feneal Uil Vito Panzanella per i sindacati dei lavoratori, il dirigente della Regione Marche Massimiliano Marchesini.  Massimo Giacchetti, vicepresidente Cedam ha concluso  i lavori.

“Un ruolo importante per aiutare il settore delle costruzioni marchigiane negli anni della crisi - ha affermato Crescimbeni, introducendo il convegno - lo ha avuto anche il Piano Casa della Regione Marche, che andrà prorogato almeno fino  al 2016. Anche il mercato immobiliare è in lieve ripresa rispetto al primo semestre 2013 (+2,7 per cento)”.

Ma le buone notizie, per l’edilizia marchigiana finiscono qui. Secondo il “Rapporto Cedam 2014” tra gennaio e giugno nel settore delle costruzioni la produzione ha perso il 6,1 per cento.

I dati del rapporto, illustrati da Fabiana Screpante dell’Ufficio Studi Confartigianato Marche e da Giovanni Dini del Centro Studi Sistema Cna Marche, presentano un quadro del mercato edile marchigiano che, nei primi sei mesi del 2014 ha visto diminuire l’attività per il 48,3 per cento delle imprese edili marchigiane mentre per il 36,7 per cento è rimasta stazionaria e per il 15 per cento è aumentata. Ad andare peggio sono state le imprese che si occupano di costruzione di edifici, con il 58,8 per cento che denuncia cali produttivi e il 52,9 di fatturato. Risultati migliori sono stati ottenuti dalle imprese dei lavori di costruzione specializzati con il 41,7 per cento che denuncia di aver diminuito la produzione e il 36,2 il fatturato.

In flessione anche il credito erogato dal sistema bancario regionale al settore delle costruzioni: al 31 agosto 2014 i finanziamenti ammontavano a 4 miliardi con una riduzione del 14,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre il mercato delle abitazioni marchigiane ha registrato tra il 2010 e il 2012 un crollo dei permessi di costruire sia per i nuovi fabbricati residenziali (-34,7) sia per quelli non residenziali (-43,9). Positivi invece i dati che riguardano gli ampliamenti di  fabbricati residenziali, aumentati del 41,4 per cento.

Dal Rapporto emerge una forte penetrazione delle imprese edili extraregionali nell’aggiudicazione degli appalti pubblici marchigiani. Nel 2013 su 1.250 appalti sono stati 345 quelli vinti da imprese provenienti da fuori regione, in particolare da Campania, Calabria e Abruzzo.

“Si tratta di un problema che va affrontato - ha sottolineato Crescimbeni - prevedendo meccanismi di tutela delle imprese locali e incentivando i controlli sulla regolarità delle imprese extraregionali”.

Le imprese edili marchigiane sono 23.925 di cui 16.862, pari al 70,5 per cento artigiane. Si tratta di imprese anziane. Quasi il 40 per cento ha iniziato l’attività prima degli anni ’90, il 36,7 per cento nel corso degli anni ’90, il 20 per cento nel primo decennio degli anni duemila e il 5 per cento dopo il 2010. In cinque anni, tra  gennaio 2009 e ottobre 2014 il settore ha visto la scomparsa di 1.869 imprese e di 7.300 occupati. Nello stesso periodo le compravendite immobiliari si sono dimezzate (-50,9 per cento) passando dalle oltre 18 mila del 2008 alle 9 mila del 2013. Particolarmente pesanti i dati degli ultimi dodici mesi. Tra ottobre 2013 e ottobre 2014 nelle Marche le imprese edili sono diminuite di 470 unità e sono stati persi 10 posti di lavoro al giorno.

Nelle imprese edili delle Marche sono occupati 41.966 addetti di cui 29.874  nelle imprese artigiane Una curiosità: ben il 9,2 per cento sono donne. Una percentuale che colloca le Marche al quarto posto in Italia.

Documenti Allegati: