. Segnali di ripresa nel settore sostenuti anche dalla Legge di Stabilità 2016

Incrociando alcuni dati significativi provenienti da più fonti (Centro studi CNA, Cresme, Istat, Ance, Bilancio dello Stato) è possibile disegnare un quadro di sintesi sull’andamento del settore Costruzioni per il nuovo anno ispirato all’ottimismo.

Ciò anche in virtù di alcune misure fiscali favorevoli per la casa e la ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture.

L’insieme di queste misure aumenterebbe nel 2016 le risorse nel settore di circa 2 miliardi di euro, il ché significa il 6% in più rispetto al 2015. Interrompendo un ciclo negativo partito nel 2008, il 2016 vedrà un incremento degli investimenti pari a +1% a fronte del -1,3% del 2015.

Dopo molti anni di tagli alle risorse per le opere pubbliche che ha registrato nel periodo 2008-2015 un – 42%, il 2016 registra un incremento del + 4,5% in termini reali delle risorse che verranno iscritte nel Bilancio dello Stato.

La Legge di Stabilità ha valorizzato l’effetto anticiclico degli interventi sulla casa puntando su alcuni provvedimenti sicuramente positivi quali l’eliminazione della TASI sulla prima casa, la proroga delle agevolazioni fiscali  per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici, nonché la detrazione Irpef del 50% dell’IVA dovuta sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

Nel 2015 la vendita della case è tornata a crescere del 5% grazie al calo dei prezzi degli immobili; nel 2016 si ipotizza un incremento delle compravendite del 13,5% accompagnato da un incremento dei prezzi degli immobili nell’ordine dell’1,5%. In valori assoluti il 2015 si è chiuso con 440.000 transazioni che nel 2016 saliranno a circa 500.000.

In maniera contestuale continua l’andamento positivo dei mutui per l’acquisto di abitazioni: nei primi sei mesi del 2015 si è registrato un incremento del 52% (in buona parte si tratta di surroghe).

Sul piano dell’occupazione nel settore, si confermano i dati noti, vale a dire la perdita di 502.000 posti di lavoro (-25.3% ) dall’inizio della crisi nel 2008 fino ad oggi, anche se si registra una inversione di tendenza che vede nel secondo trimestre del 2015 segnare una crescita del 2.3% su base annua dell’occupazione.

Di segno contrario ai dati positivi sopra riportati vanno evidenziati il calo delle erogazione dei mutui alle imprese per investimenti residenziali (nel primo semestre del 2015 – 13% rispetto al 2014), ed il ritardo dei pagamenti da parte della P.A. dato sotto osservazione da parte della U.E.

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