. CNA Federmoda porta il made in Italy in Azerbaijan e Georgia

Grazie alla collaborazione con la rete diplomatica italiana e con l’Ufficio ICE di Baku, CNA Federmoda accompagnerà imprese moda made in Italy a Baku e Tblisi in due eventi in programma nei primi giorni di giugno.

Maison Luigi Borbone, Green Coast, Punto Maglia (con i brand Regina di Cuori e Leonardo), Giulia Brunetti Knitwear e il Consorzio Moda In Italy con le aziende Berlini, Colb, Mori Castello e Maestrami sfileranno a Baku e Tblisi i prossimi 1 e 4 giugno nella cornice delle celebrazioni dedicate alla Festa della Repubblica Italiana.

“I due Paesi asiatici rappresentano realtà di particolare interesse per il made in Italy e nella continua ricerca di opportunità per le nostre imprese abbiamo voluto cogliere questa opportunità offertaci dalle due Ambasciate italiane e dall’Agenzia ICE” dichiara Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda.

Come viene riportato dalla Farnesina su info Mercati Esteri: tassi di crescita dinamici, ricchezza di fonti energetiche, presenza di un fondo sovrano (SOFAZ) con ampie disponibilità di investimento, fanno dell’Azerbaijan un mercato di potenziale interesse per le nostre imprese. I rapporti bilaterali sono intensi e in crescita. L’attrattività dell’Italia come sinonimo di qualità della vita e del lusso da parte della clientela azera costituisce senz’altro un asset per gli obiettivi di espansione e di penetrazione commerciale del mercato nazionale azero. I campi di possibile approfondimento nelle relazioni economiche sono molteplici, nel settore delle costruzioni, dell’ingegneria civile, della sanità, delle infrastrutture, dei macchinari, dell’agroalimentare e del tessile-abbigliamento.

Per quanto riguarda la Georgia l’Italia rappresenta il terzo partner commerciale europeo e l’ottavo a livello mondiale. Italia e Georgia intrattengono rapporti economici di ottimo livello, il che si spiega in gran parte con l’alto grado di fiducia diffuso per il made in Italy, oltre che con il fatto che l’Italia e il suo stile di vita rappresentano da tempo un sicuro punto di riferimento per una buona parte della società georgiana. Inoltre l’Italia è da anni stabilmente al terzo posto tra i Paesi dai quali provengono le rimesse in Georgia (circa il 12% del PIL). I prodotti italiani godono in generale in Georgia di ottima fama e vi è sicuramente spazio per un aumento delle esportazioni del nostro Paese: ciò vale sia per i prodotti che costituiscono tipica espressione dell’Italian style (abbigliamento, calzature, cosmetica, prodotti alimentari, mobili, ecc.) che per quelli a contenuto tecnologico (macchinari, cucine, ecc.).

Inoltre, in aggiunta agli accordi di libero scambio che la Georgia ha concluso con Cina, Turchia e Paesi CSI, dal 1 luglio 2016 è entrato definitivamente in vigore l’Accordo di Associazione con l’UE che prevede l’istituzione di un’area di libero scambio DCFTA (Deep and Comprehensive Free Trade Area), creando le condizioni per l’accesso ad un mercato potenziale di 900 milioni di consumatori.

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