. Lo stato delle infrastrutture di collegamento interno, non favorisce lo sviluppo delle grandi potenzialità degli hub portuali italiani

Il 5 Ottobre c.a. si è svolta a Ravenna, in occasione del 6° Congresso  FILT CGIL, una tavola rotonda dal tema: "Porto, volano di sviluppo Sogno... o Realtà?".

 All’iniziativa hanno partecipato il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, Alberto Pagani, Deputato PD, Paolo Ferrandino dell’Autorità di Sistema portuale di Ravenna, Riccardo Sabadini, Presidente Sapir, Michele De Rose, Segretario FILT CGIL nazionale, Andrea Gentile, Presidente nazionale Assologistica, Mauro Comi, Segretario generale FILT CGIL di Ravenna e Mauro Concezzi, CNA Fita nazionale .

Si è discusso delle potenzialità degli hub portuali di poter catalizzarei flussi di merci. In particolare, il porto di Ravenna, che riveste per l'economia dell'intero Paese un'enorme importanza,essenndo toccato dai Corridoi Transeuropei denominati “Baltico-Adriatico” e “Mediterraneo", avrebbe per collocazione morfologica, molte più possibilità di intercettare i flussi di merce provenienti dal Medio Oriente, di quante ne ha il porto di Rotterdam. 

Nonostante ciò, la CNA Fita ha sottolineato, che tutte le potenzialità ed opportunità offerte dai porti, devono collegarsi ad una articolazione viaria di collegamento interna ben funzionante altrimenti, il sistema collassa e le merci provenienti dall’estero continuano a non transitare per quella naturale piastra logistica che è l’Italia .

E purtroppo questo è un rischio concreto.

L’Unione Province d’Italia, il 3 Ottobre 2018, ha reso noto l’esito del monitoraggio relativo allo stato  delle opere infrastrutturali gestite dalle Province a Statuto Ordinario .

Il panorama che ne  esce  è impietoso e  drammatico al tempo stesso .

Dal monitoraggio dei 30.000  ponti, viadotti e gallerie che insistono sui 100.000 Km di strade gestite dalle Province a Statuto Ordinario, emerge che :

  • 5.931 sono le opere già sottoposte all’attenzione delle Province  con evidenziato il quadro degli interventi necessari   ed il loro ammontare  è pari a  2 miliardi e 454 mila euro
  • 1.918 sono opere indicate in priorità 1 che cioè necessitano di interventi URGENTI in quanto già soggette a limitazioni di transito o portata, se non addirittura chiusi, per loro occorrono   almeno 730 milioni di euro 
  • 14.089 sono considerate opere da sottoporre a indagini tecnico – diagnostiche con un importo stimato di  circa 566 milioni di euro

Dall’iniziativa della Filt  Cgil , è stato quindi lanciato l’ennesimo appello  al Governo per porre urgente  rimedio  alle condizioni che frenano lo sviluppo del Paese ed aumentano i costi diretti ed indiretti delle imprese di autotrasporto.

In questo critico quadro, è stata ribadita la necessità di dare piena attuazione all’Archivio nazionale delle strade (previsto sin dal 1992 dal Codice della Strada), perché, se fosse stato realizzato, avrebbe consentito di far emergere gradualmente le necessità di intervento  garantendo  puntualmente la sicurezza, avrebbe dato la possibilità di dilazionare nel tempo gli impegni economici correlati alla manutenzione ed indicato percorsi alternativi funzionali alle esigenze  delle imprese.   

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