. Per mancato riconoscimento di deduzioni forfetarie, aggravi tra 3 e 8mila euro

Il 30 giugno scorso è scaduto il primo termine per pagare le tasse: per le imprese di autotrasporto, al danno si somma la beffa. Dovranno infatti pagare una penale dello 0,40% in più, per via della mancata pubblicazione degli importi delle spese non documentabili. Fatto quest'ultimo che ha impedito il rispetto della scadenza con il Fisco. Le deduzioni sono legate al recupero forfetario delle spese sostenute dagli autotrasportatori per le trasferte, in relazione ai trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore. Un beneficio essenziale per la sopravvivenza delle migliaia d’imprese artigiane e, il suo mancato utilizzo, comporterebbe un maggior aggravio, tra IRPEF e INPS, che va dai 3mila agli 8mila euro per ogni impresa avente titolo. Nonostante i  70 milioni di euro già stanziati nella Legge di Bilancio 2018, e l’impegno del precedente Governo a garantire la stessa misura riconosciuta per l’anno 2017 (51 euro per ogni trasporto effettuato oltre l’ambito comunale, 17,85 euro per quelli effettuati all’interno del territorio comunale), per l’effettiva fruibilità dell’agevolazione in parola, occorre attendere  la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ufficializza l’importo della misura. A  più di un mese di distanza dall’insediamento alla guida del dicastero dei Trasporti e dall’invio delle nostre ripetute richieste di pronta risoluzione delle problematiche contingenti, tra cui quella relativa alla ufficializzazione degli importi delle deduzioni forfetarie, abbiamo dovuto purtroppo constatare  la totale indifferenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nei confronti del comparto dell’autotrasporto di merci.

Per questo motivo UNATRAS, il coordinamento unitario delle principali associazioni di categoria  a cui aderisce anche CNA Fita, il 4 Luglio c.a., ha scritto nuovamente al ministro Toninelli manifestando una posizione unanime rispetto alla necessità, in assenza di risposte immediate, di proclamare un fermo dei servizi nazionale dell’autotrasporto in difesa delle deduzioni forfetarie e delle altre esigenze manifestate dalla categoria, tra cui:

  • la certezza delle risorse strutturali
  • il contingentamento imposto dall’Austria, in determinate giornate, al traffico dei camion in uscita dal nostro Paese
  • il ripristino della piena funzionalità del sistema  delle revisioni dei mezzi presso le Motorizzazioni, a garanzia della sicurezza della circolazione
  • la ripubblicazione dei “ costi minimi di sicurezza” e il rispetto dei tempi di pagamento
  • l’estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante in extrarete

La volontà di tutte le associazioni  è quella di continuare ad assumere un  atteggiamento responsabile e  propositivo che, in questi ultimi anni, ha sostituito alla politica di fermi ripetuti un approccio più pragmatico nel preciso intento di rappresentare autorevolmente la categoria evitando inutili esposizioni e “portando a casa” i risultati possibili attraverso i tavoli di confronto con i Governi.

Per tale motivo auspichiamo una pronta e soddisfacente risposta del ministro Toninelli che possa scongiurare l’attuazione di un dannosissimo fermo.

Guarda il video e leggi l'intervista di Ricci al Corriere della Sera

 

 

 

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