. Costi, oneri ma nessun controllo

Rischia di trasformarsi in una farsa la certificazione f-gas, ovvero l’applicazione del DPR 43/2012 che, in attuazione del Regolamento europeo 842/2006, che ha istituito l’obbligo di certificazione per le persone e le imprese che installano ed effettuano manutenzione su impianti di condizionamento, refrigerazione ed antincendio che contengono gas serra: “All’onerosità, sia dal punto di vista economico che burocratico, delle procedure di certificazione, decisamente complesse e poco adatte ad un settore composto prevalentemente da piccole imprese – ci dice Carmine Battipaglia, Presidente Nazionale di CNA Installazione Impianti -  si è affiancata la totale mancanza di controlli a valle e di sanzioni nei confronti di chi, pur privo di certificazione, ha continuato impunemente ad operare come se nulla fosse. Addirittura – prosegue Battipaglia – vi sono stati appalti pubblici che avevano come oggetto l’installazione di impianti di refrigerazione contenenti f-gas nei quali, tra i requisiti di gara, non era menzionata la certificazione”.

Una situazione kafkiana che ha indotto un numero limitato di imprese a certificarsi in via definitiva; infatti, delle 44.000 imprese che avevano richiesto il certificato provvisorio solo 8.500 lo hanno convertito in definitivo. Più incoraggiante è stato il risultato relativo alla certificazione delle persone (41.000 definitivi su 65.000 provvisori), ma con ogni probabilità solo perchè la certificazione dei dipendenti era uno dei prerequisiti obbligatori per ottenere la certificazione dell’azienda.“Vedere che un tuo concorrente senza certificazione ti porta via il lavoro perché è ragionevolmente sicuro che non verrà né controllato, né sanzionato – continua il Presidente degli impiantisti CNA – fa rabbia e soprattutto fa nascere negli imprenditori corretti, che hanno investito nella certificazione tempo e denaro, la voglia di uniformarsi  a questi comportamenti con buon pace di tute le motivazioni che avevano indotto il legislatore ad introdurre questa certificazione” .

Il regolamento, infatti, nato per garantire una maggiore tutela dell’ambiente per questo tipo di attività si è ridotto, nel nostro paese, in una serie di procedure inutili e costose che penalizzano le imprese senza che vi siano stati benefici di alcun tipo.

Ma la totale assenza di controlli non è la sola anomalia della normativa sugli f-gas che denuncia la CNA. Chi deve non controlla, ma intanto per i malcapitati che si vogliono certificare sono dolori. Alle imprese individuali, magari composte dalla sola figura dl titolare, viene imposto di certificarsi sia come persona che come impresa con costi ed oneri burocratici che in pratica raddoppiano. Come dire che al danno si aggiunge anche la beffa: “Senza tante complicazioni – propone Battipaglia - si potrebbe semplicemente prevedere che per le persone rientranti nel campo di applicazione del decreto che svolgono la propria attività in forma di impresa individuale o di società, l’iscrizione nella sezione ‘Persone’ del Registro pubblico istituito presso le Camere di Commercio produca i propri effetti anche ai fini dell’iscrizione nella sezione ‘Imprese’ che deve essere effettuata d’ufficio e senza ulteriori oneri a carico dell’interessato”.

Intervista integrale rilasciata dal Presidente di CNA Installazione Impianti Carmine Battipaglia di cui è stato pubblicato un estratto su Italia Oggi del 15 novembre u.s. qui sotto allegato.

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