. Colpo di mano inaccettabile

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 116 di conversione in legge del Decreto ”Competitività” n.91 ha determinato anche l’entrata in vigore del regime sanzionatorio connesso al divieto di commercializzazione dei sacchetti monouso (shoppers) in materiale non “compostabile”(anche se biodegradabile!) frutto del ”colpo di mano” estivo con il quale si è insistito per introdurre nel testo del decreto un comma che andava forzosamente a modificare in modo retroattivo il precedente dispositivo di legge in materia di commercializzazione dei sacchetti.

Tutto ciò è avvenuto nonostante che anche in fase di discussione parlamentare finalizzata alla conversione in legge del Decreto ”Competitività” da più parti si fosse evidenziato sul punto che non solo quella modifica metteva automaticamente e improvvisamente a rischio di chiusura numerose aziende produttrici operanti in varie regioni italiane con una perdita stimata di migliaia di posti di lavoro, ma che essa non metteva al riparo, ma anzi innescava l’avvio di un ulteriore contenzioso con la UE, dal momento che questo insistere tutto italiano sul divieto assoluto e indiscriminato di commercializzazione per tutti i sacchetti monouso che non sono ”compostabili” è da tempo oggetto di procedure d’infrazione in sede europea non ancora concluse e non trova supporto nella definizione di una nuova normativa europea sulla materia, in quanto i contrasti tra i Paesi membri non si sono affatto chiariti e manca tuttora un pronunciamento finale da parte dell’Unione.
In questi ultimi giorni la tensione e la preoccupazione delle imprese produttrici è cresciuta in modo esponenziale, in quanto non è chiaro nemmeno cosa occorra fare per quanto riguarda le scorte già presenti in magazzino, con il rischio che anche le merci già consegnate non 
vengano pagate dal committente in quanto ufficialmente non più ”conformi”.

Questa situazione è intollerabile, non ha nulla a che vedere, lo ripetiamo ancora una volta, con credibili argomentazioni legate alla tutela dell’ambiente, ma con interessi trasversali di natura monopolistica e un atteggiamento responsabile del Governo diventa ancor più indispensabile in un momento nel quale occorrerebbe al contrario fare ogni sforzo possibile per salvaguardare anche un solo posto di lavoro nel sistema manifatturiero.
CNA Produzione e Assoecoplast non lasceranno anche nelle circostanze attuali nulla di intentato per contrastare gli effetti devastanti di questo provvedimento. Sul territorio si stanno raccogliendo tutte le informazioni necessarie per avviare in materia eventuali azioni risarcitorie e per adire alla giustizia amministrativa ordinaria in caso di comminazione effettiva delle sanzioni.
Nel contempo è stata ufficialmente depositata nei giorni scorsi alla Commissione Europea una Denuncia per Violazione del Diritto Comunitario con la richiesta di un intervento urgente nei confronti del Governo italiano invitandolo a sospendere le azioni conseguenti all’entrata in vigore del provvedimento e a ritirare le norme impugnate.

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