. Annotazione del guidatore abituale

In questi giorni stanno circolando informazioni circa l’obbligo di comunicare alla Motorizzazione il nome di chi utilizza per periodi superiori a 30 giorni/anno un veicolo del quale non è intestatario (come da libretto di circolazione).

A tal proposito si allega l’articolo del Sole 24 ore a firma di Maurizio Caprino nel quale si descrive ciò che effettivamente accadrà in seguito all'attuazione della norma in questione e della relativa e recente circolare della Motorizzazione sull’argomento.

Rimandando alla lettura attenta dell’articolo allegato,  si desidera solo segnalare alcuni aspetti di fondo di tutta la materia anche perché è bene fare chiarezza su alcuni allarmismi  che stanno emergendo in questi giorni tra famiglie, professionisti, imprenditori, e non solo.

Le ricadute pratiche di questa norma (comma 4 bis di cui all’articolo 94 del C.d. S.  della recente riforma) saranno molto inferiori agli allarmismi di cui sopra, non solo perché gli obblighi non riguardano le situazioni in essere ma solo quelle che nasceranno dal 3 novembre prossimo, ma anche perché la circolare ministeriale citata spiega che la casistica a cui si applica la nuova norma è composta da situazioni che sono fuori della vita ordinaria della maggior parte dei  cittadini e delle imprese.

Proprio per questo, il direttore generale della Motorizzazione, Maurizio Vitelli ha affermato:  “La norma esclude tutte le situazioni in cui la natura dei rapporti intercorrenti tra proprietario del veicolo e soggetto che ne dispone abbiano rapporti di parentela. Quindi non riguarda, per esempio, il figlio che guida la macchina del padre o situazioni simili''. La norma non si applica in generale a chi prende in prestito un’auto da un amico o un parente, perché queste situazioni non sono accompagnate da un contratto di comodato gratuito (una delle fattispecie previste dalle norme) in cui sia indicata la data  di inizio del “prestito”. Sono esclusi anche i  ''Veicoli che rientrano nella fattispecie dei fringe benefit o delle vetture di servizio”. Tra le categorie incluse, invece, ci sono ''le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria''. Tutti casi cioè, spiega Vitelli, ''In cui era necessario individuare uno strumento che permettesse l'identificazione certa del soggetto responsabile della vettura circolante e di eventuali violazioni al Codice della strada. Inoltre - precisa ancora il direttore generale della Motorizzazione - un altro fenomeno che si è voluto contrastare con questa norma è quello delle intestazioni fittizie''.

 

Auto, che fare se chi guida non è il proprietario

di Maurizio Caprino - Il Sole 24 Ore del 29 ottobre 2014

La casistica è ampia, ma non sterminata come si poteva temere a prima vista. E, soprattutto, spesso è composta da situazioni fuori dalla vita ordinaria della maggior parte dei cittadini e delle imprese. Così l'obbligo di comunicare alla Motorizzazione il nome di chi utilizza per periodi superiori a 30 giorni un veicolo del quale non è intestatario avrà ricadute pratiche inferiori agli allarmismi che stanno emergendo in questi ultimi giorni tra famiglie, professionisti, imprenditori e, talvolta, anche tra le forze dell'ordine.

Non solo perché gli obblighi non riguardano le situazioni già in essere (per le quali chi lo volesse avrà solo una facoltà di comunicarle), ma solo quelle che "nasceranno" da lunedì prossimo, 3 novembre; il ridimensionamento delle preoccupazioni emerge dall'ultima circolare della Motorizzazione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) e dallo spirito della norma che ha portato a introdurre questa sorta di intestazione temporanea dei veicoli (comma 4-bis, inserito nell'articolo 94 del Codice della strada con l'ultima riforma, la legge 120/2010, e attuato dal nuovo articolo 247-bis del Regolamento di esecuzione).

La norma mira in prima battuta a far emergere situazioni che non è mai stato obbligatorio denunciare e che sarebbe opportuno fossero "trasparenti", ma non impone di denunciare tutto. In particolare, si riferisce ai casi in cui un soggetto circola abitualmente con un veicolo che non risulta intestato a lui e ha stipulato con l'intestatario un contratto di comodato (non importa se scritto o verbale). Quindi, restano fuori dall'ambito di applicazione della norma tutti i casi comuni di prestito o di uso condiviso che si possono verificare comunemente in famiglia (per i conviventi nello stesso nucleo c'è un'esenzione esplicita), tra amici o in azienda. E, visto che il comodato è un contratto a titolo gratuito, sono esclusi anche i veicoli aziendali (sia di proprietà dell'impresa sia presi a noleggio o in leasing da quest'ultima) dati in fringe benefit; per quelli noleggiati, inoltre, apparirà il nome dell'azienda e non quello dell'utilizzatore.

In sostanza, l'obbligo riguarda le situazioni in cui un soggetto usa un mezzo e ne dispone come se ne fosse il proprietario ma non lo è e, per esercitare questi diritti, si mette d'accordo con chi ne risulta intestatario senza versargli alcun corrispettivo. Può accadere in molti casi, di diversa natura: quello del professionista che non ha interesse ad "apparire", del comune automobilista che abita in una zona con tariffe Rc auto molto alte, dell'autotrasportatore che voglia disporre di mezzi che eccedano la sua capacità professionale, del criminale che ha bisogno di prestanome o, più banalmente, di chi cerchi di sottrarsi a responsabilità su multe, incidenti e bollo auto.

Va precisato che il comodatario può a sua volta affidare il mezzo ad altri (compreso il proprietario), ma solo in maniera occasionale: il subcomodato non è consentito. 
In ogni caso, nulla vieta di formalizzare altre situazioni di carattere più "familiare": per esempio, il padre che voglia "responsabilizzare" il figlio che usa l'auto intestata a lui può comunicare il nome alla Motorizzazione, in modo che multe e altre contestazioni gli arrivino direttamente (fermo restando il principio dell'articolo 196 del Codice, secondo cui normalmente l'intestatario risponde in solido).

Fin qui le indicazioni che si traggono dai princìpi ispiratori della norma. In fase attuativa si è poi deciso di includere nell'ambito di applicazione alcune casistiche specifiche per le quali non c'era alcun obbligo (si veda anche la scheda qui a destra):
- variazione di denominazione di enti e imprese o di generalità di persone fisiche;
- affidamento in custodia giudiziale;
- intestazione a soggetti incapaci;
- immatricolazione di veicoli con targa Polizia locale;
- uso da parte di eredi dell'intestatario defunto (va annotato anche se non si intende accettare l'eredità);
- rent to buy (formula contrattuale ammessa sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche e poco diffusa; come per le case, consente di acquisire immediatamente la disponibilità di un bene che sarà intestato ad altri, pagando un canone periodico e subentrando nella proprietà al termine stabilito, previo pagamento del saldo);
- veicolo che fa parte del patrimonio di un trust e viene utilizzato dal trustee.
Tutte le comunicazioni vanno effettuate entro 30 giorni dal momento in cui ha inizio la situazione da comunicare. Se si tratta di un contratto con scadenza, vanno comunicate anche quest'ultima e l'eventuale proroga del contratto che superi i 30 giorni (ma per la locazione senza conducente la proroga s'intende come implicita fino a quando il noleggiatore comunica di essere tornato in possesso del mezzo). I 30 giorni si contano in modo ordinario e consecutivo e non ha importanza il fatto che capitino a cavallo di fine anno.

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