. Chiarimento dal MiSE: self service solo se i macchinari sono gestiti dai clienti

Finalmente un po’ di chiarezza per il settore delle tintolavanderie: negli ultimi anni, le imprese, ne hanno viste di tutti i colori, e c’è chi in tutto questo arcobaleno di normative, decreti vari e note di rettifiche, ha interpretato le discipline a piacimento e creato tante nuove iniziative economiche. In barba alla legge.

Tra le tante difficoltà che la crisi ha, peraltro, contribuito ad inasprire, si aggiunge la concorrenza sleale da parte di quelle lavanderie a gettoni che,  pur non avendo la figura del responsabile tecnico, erogano gli stessi servizi professionali delle lavanderie tradizionali. Un danno per chi, nonostante il carico dei costi, lavora con qualità e professionalità.

"Dopo un lungo iter di incontri e confronti che con le diverse istituzioni coinvolte, Unioncamere, ANCI e Ministero dello Sviluppo Economico, finalmente, in risposta al quesito presentato da CNA, arriva una nota interpretativa del ministero dello Sviluppo economico, che una volta per tutte fa chiarezza tra le due diverse attività e relativa disciplina" dichiara il portavoce nazionale CNA Tintolavanderie, Francesco Lopedota. 

Nella notasi riafferma prima di tutto il principio secondo cui l’esercizio di ciascuna delle singole attività previste dalla legge (quindi anche soltanto di una di esse) impone l’applicazione in toto della legge. Quindi, si legge nella nota, l’esclusione dell’obbligo di designazione del responsabile tecnico è riservata solo alle lavanderie dotate esclusivamente di lavatrici ad acqua ed essiccatori destinati ad essere utilizzati direttamente dalla clientela, con l’acquisto di appositi gettoni.

"In definitiva" conclude Lopedota "le lavanderie a gettoni, qualora dovessero erogare anche solo uno dei servizi previsti dalla normativa di settore saranno soggette all’intera disciplina, anche la designazione del responsabile tecnico".

 

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