. Targa prova: in attesa del Consiglio di Stato

È tregua sulla vicenda della “targa prova”, dopo l’interpretazione restrittiva del  ministero degli Interni. In una circolare, infatti, il Viminale  ne aveva limitato l’uso solo ai veicoli non immatricolati, sanzionandone l’utilizzo su veicoli immatricolati, ma privi di assicurazione propria.

L’interpretazione, contenuta in una circolare del dicastero, aveva gettato scompiglio nel mondo dell’autoriparazione e concessionari, in particolare per le pesanti sanzioni previste in varie regioni d’Italia.

Ma ora il ministero fa un passo indietro, disponendo la sospensione di ogni azione sanzionatoria nei confronti di chi utilizza la targa prova su veicoli immatricolati, ma sprovvisti di copertura assicurativa.

La legge in questione prevede esclusivamente una esenzione dall’obbligo di munire di documenti di circolazione i veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento. È evidente che la norma serve a consentire la circolazione anche ai veicoli non immatricolati, ma non esclude di fatto quelli immatricolati. Inoltre la norma individua i soggetti autorizzati alla circolazione di prova e non i requisiti dei veicoli; nell’elenco dei soggetti, figurano anche i commercianti di veicoli a motore senza specificazione fra veicoli nuovi e usati e questi ultimi devono essere necessariamente immatricolati e dotati di carta di circolazione; gli autoriparatori, che sono tra i soggetti autorizzati all’utilizzo della targa prova, effettuano riparazioni prevalentemente su veicoli immatricolati.

In altre parole: la “targa prova” non autorizza la circolazione di un determinato veicolo, ma l’esercizio di una certa attività che, per la sua potenziale pericolosità, può essere esercitata solo da determinate categorie di tecnici riconosciuti.

Rimane il fatto che la norma, per come è scritta, non si presta però a una interpretazione univoca, tanto che la Direzione Generale della Motorizzazione, in accordo con il ministero degli Interni, ha interpellato il Consiglio di Stato per un chiarimento sulla corretta lettura da dare alla norma.

Inoltre, a causa di continue segnalazioni da parte degli operatori, la Motorizzazione, in una recentissima circolare, ha confermato la validità delle istruzioni operative contenute nella circolare del 2004 dichiarando testualmente: “… deve tenersi conto della copiosa casistica, segnalata sia dal Ministero dell’Interno sia finanche da autorità estere, che è sintomo di un diffuso fenomeno di abuso nell’utilizzo delle autorizzazioni alla circolazione di prova. Pertanto, si rende noto che è stato istituito un apposito tavolo tecnico….” tra le due amministrazioni, “….per esaminare possibili soluzioni normative volte a prevenire e contrastare il fenomeno”.

Inoltre, aspetto non secondario per il mondo dell’autoriparazione, lo stesso tavolo affronterà la questione interpretativa inerente l’uso delle targhe prova su veicoli già immatricolati ma non in regola con gli obblighi di revisione.

“Questo è solo un esempio di come una norma poco chiara possa creare, oltre che un abuso nell’applicazione delle regole, anche un danno a quelle imprese che quotidianamente operano nel rispetto della normativa e a tutela della sicurezza stradale” dichiara il Presidente Nazionale CNA Autoriparazione, Franco Mingozzi. “Sono anni che chiediamo alla Motorizzazione una maggiore attenzione nel governo delle regole e soprattutto controlli nella loro corretta applicazione, un aspetto che sta creando notevoli problemi nel mondo delle revisioni, dove una normativa a maglie larghe rischia di mettere fuori mercato la parte sana del settore, mettendo a rischio la sicurezza stradale dei veicoli. Speriamo cha la Motorizzazione si svegli finalmente dal torpore che la sta contraddistinguendo negli tempi. Noi siamo pronti, come già più volte proposto, a collaborare in modo fattivo ”