. Parrucchieri cinesi a 6 euro

Che devono fare i parrucchieri italiani alle prese con la concorrenza dei negozi cinesi? A Milano aumentano a vista d’occhio i negozi con cartelli in vetrina che pubblicizzano la messa in piega a 6 euro, molti titolari meneghini si sono trovati in difficoltà e lamentano un’impossibilità oggettiva ad applicare tariffari così bassi.
Ammettono che c’è stato un tempo in cui i margini in questo settore erano notevoli ma oggi, tra affitto, tasse, dipendenti e spese varie, si fatica a far quadrare i bilanci. C’è chi pone l’accento su agevolazioni fiscali di cui beneficerebbero, per i primi anni, le attività cinesi che aprono in Italia e chi sottolinea come, comunque, al di là degli accordi internazionali, tutti siano tenuti a rispettare le norme locali, a emettere la ricevuta e a regolarizzare i dipendenti.

Sicuramente un puntuale aumento dei controlli da parte degli organi competenti è auspicabile e urgente. La scelta di orari di apertura più ampi di quelli di ufficio, poi, ha consentito a molti parrucchieri asiatici di intercettare una fetta di pubblico che non aveva la possibilità di assentarsi dal posto di lavoro per farsi il manicure o i colpi di sole alle 11 del mattino di un normale giorno feriale.
Anche gli acconciatori italiani che hanno optato per un orario flessibile, confermano, infatti, di aver registrato un buon gradimento presso i propri clienti. E’ da qui, allora, che si può partire per tracciare una linea che possa aiutare anche altri nostri imprenditori del settore. L’analisi del modus operandi di un gruppo di parrucchieri italiani che stanno mantenendo buoni livelli di fatturato, 
risulta così una modalità concreta per ricavare spunti utili e nuove idee di business. Li abbiamo osservati e ascoltati e abbiamo notato un punto che li accomuna. Tutti cercano di assecondare le esigenze del cliente, di “uscire” metaforicamente dal negozio per andargli incontro. Ci raccontano, senza nascondere la stanchezza ma anche con un certa soddisfazione, che hanno dovuto dare una bella sferzata al loro modo tradizionale di lavorare per riuscire a reggere in questo momento.
Piccoli ma ben calibrati investimenti in attività di marketing si sono spesso rivelati vincenti. C’è chi organizza periodici indovinelli sulla pagina facebook dove i clienti più veloci hanno la possibilità di vincere un trattamento omaggio e chi fa lo sconto se, dopo il taglio, il coraggioso cliente si lascia fare la piega in modo creativo e originale.
C’è anche chi ha puntato sull’alta qualità dei prodotti scegliendo quelli formulati con materie prime certificate e chi riesce, con sforbiciate ben assestate, a fare un taglio di capelli che ringiovanisce il viso di qualche anno.

di Arianna Fontana tratto da La nuvola del lavoro