. 149 imprese di noleggio auto con conducente in provincia. CNA: "Un settore è minacciato dall’incertezza legislativa"

Massimiliano Spagnolo, 39 anni, di Montebelluna, è il nuovo portavoce di CNA NCC Auto, il mestiere che rappresenta gli interessi delle ditte che offrono il servizio di noleggio auto con conducente.

Un settore che nella Marca Trevigiana, stando ai dati forniti dalla Camera di Commercio, conta 149 ditte attive. Un settore che è minacciato più dall’incertezza legislativa che dalla crisi economica o dalle nuove piattaforme come Uber.

«Uber si è inserito in un vuoto di mercato e sta offrendo un servizio che non c’era – spiega Massimiliano Spagnolo, titolare della NCC di Spagnolo Massimiliano – purchè tutti gli operatori siano in regola come noi e paghino le tasse non c’è problema. Per la nostra categoria non rappresenta un vero concorrente. Il nostro servizio è su prenotazione e presuppone un rapporto fiduciario con il cliente, che sceglie il noleggio auto con conducente perché conoscere ditta e titolare e dunque per avere un servizio di qualità, riservatezza, flessibilità e disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il problema per la nostra categoria è la legislazione non chiara che al momento ci obbliga a rientrare in rimessa dopo ogni servizio e ciò impedisce l’ottimizzazione dei tempi di lavoro. La nostra richiesta è che si possa esibire un documento anche telematico, non obbligatoriamente cartaceo, che attesti la prenotazione».

Una battaglia che il settore sta facendo a livello nazionale chiedendo al Governo di abrogare l’obbligo di rientro in autorimessa dopo ogni servizio.

«La nuova norma è in vigore formalmente ma non si può applicare perché la Comunità Europea si è espressa negativamente in merito – puntualizza Spagnolo -, ma finché non sarà formalmente abrogato l’obbligo di rientro in autorimessa rimane l’incertezza e la possibilità di essere sanzionati. Chi fa impresa ha bisogno di regole certe per poter fare i relativi investimenti».

CNA NCC Auto è solidale con i tassisti perché entrambe le categorie hanno lo stesso “nemico”: l’abusivismo. Un “nemico” che danneggia entrambi i settori alimentando la concorrenza sleale con una perdita di qualità del servizio a danno del consumatore.  

 

 

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