. Abbandono di rifiuti ingombranti. Proponiamo l’apertura delle isole ecologiche alle aziende

Abbandono di rifiuti ingombranti: un tema ampiamente discusso e documentato e fotografato in città, alle prese con forme di degrado e di incuria che richiedono soluzioni per porre rimedio ad un malcostume.

“Siamo concreti – è l’invito di Franca Binazzi, presidente CNA - abbiamo appena siglato, Comune e categorie economiche, un protocollo d’intesa per arginare alcolismo e degrado sedendoci ad un tavolo di confronto. Apriamone un altro per porre rimedio alla prassi delle discariche abusive che degradano centri e periferie. Noi proponiamo l’apertura alle aziende delle isole ecologiche, oggi accessibili ai cittadini ma onerose e complicate se a conferire rifiuti assimilati a quelli urbani sono le imprese. Perché allora non riconoscere alle aziende le possibilità che ha  il privato di portare gratuitamente il rifiuto all'isola ecologica?”.

Attualmente l’iter che un’impresa è costretta a seguire per accedere ai Centri di Raccolta comporta ben 9 adempimenti: iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali (costo 260 euro), pratica da presentare per via telematica, stipula di una sorta di "convenzione" con SEI Toscana utilizzando l'apposita modulistica, rispetto della normativa D.P.R. 158/99 che definisce le tariffe comunali dei rifiuti urbani e regolamenti che variano da Comune a Comune e che determinano la quantità e la qualità di rifiuti assimilati che possono essere conferiti. Se poi si tratta di sfalci, occorre dimostrare la provenienza del rifiuto (verde pubblico o privato?) ed in quale Comune è stata fatta la manutenzione utilizzando la modulistica predisposta da SEI Toscana.

“A ben guardare – osserva la Presidente Binazzi -stiamo parlando di un sistema di regole che penalizzano le aziende nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti assimilati a quelli urbani. E’ mai possibile che, di fronte alla stessa Tv o allo stesso computer da rottamare, un cittadino possa disfarsene gratuitamente e senza oneri, anzi beneficiando di sconti sulla bolletta, mentre un artigiano sia costretto a passaggi burocratici che fanno perdere tempo e soldi?”. Le casistiche di CNA registrano disagi in particolare tra mobilifici e serramentisti sollecitati puntualmente dalla clientela allo smaltimento dell’oggetto che viene sostituito. “Allentando i vincoli burocratici e senza incidere sui costi aziendali – conclude Franca Binazzi - sarebbe comunque salvaguardata la tracciabilità dei rifiuti, come già accade oggi per i cittadini. A tutto vantaggio della raccolta differenziata e del miglioramento dell’impatto ambientale”. 

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