. Abusivismo. Dalla regione più controlli e repressione del sommerso nel settore estetico e acconciature

“Siamo soddisfatti che sia emersa la necessità da parte della Regione di opporre un deciso contrasto all’abusivismo che dilaga nei centri estetici. Il settore – afferma Alessandra Spaggiari, presidente CNA Benessere e Sanità Reggio Emilia – è in evidente espansione ed è facile imbattersi in soggetti che esercitano queste attività senza averne i titoli professionali. Cosa che non solo consente di realizzare profitti che non sono leciti, ma costituisce un atto di concorrenza sleale nei confronti di chi lavora in regola”.

Per contrastare il fenomeno dell’abusivismo nel settore dell’estetica e delle acconciature, infatti, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato all’unanimità due risoluzioni. In primis, si chiede di supportare i Comuni allo scopo di valorizzare l’artigianato e reprimere il sommerso, soprattutto nel settore benessere e cura della persona. E ciò si specifica nel testo “anche attraverso la promozione di protocolli ed intese fra i vari enti e le istituzioni competenti nel settore in modo tale da salvaguardare le imprese rispettose delle regole e per la migliore tutela della sicurezza dei cittadini”.

Con riguardo ai consumatori, si chiede poi di attivare attività di sensibilizzazione per far conoscere i danni sociali e i rischi per la salute connessi all’abusivismo, in particolare nel settore delle acconciature e delle cure estetiche. In generale, la risoluzione impegna poi la Giunta “a proseguire le azioni di accesso ai finanziamenti previsti dalla legge regionale per la tutela e la promozione dello sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato, con particolare riferimento alle facilitazioni per l’accesso al credito”.

“Da tempo CNA – continua Alessandra Spaggiari - chiede una serie di provvedimenti a favore degli operatori regolari. Il fenomeno dell’abusivismo nel settore dei servizi alla persona, specialmente nel campo dell’acconciatura e delle cure estetiche in Italia viene calcolato attorno al 40% delle prestazioni e sta assumendo dimensioni preoccupanti anche nella nostra Regione. Le attività irregolari, esercitate nelle case private o in sedi prive delle necessarie autorizzazioni, non solo generano pesanti ripercussioni economiche alle imprese che lavorano regolarmente, ma possono comportare pesanti danni alla salute dei consumatori a causa dell’utilizzo di prodotti scadenti e per la mancanza di preparazione professionale degli operatori”.

“Visto che da tempo il nostro impegno è attivo contro l’abusivismo – conclude la presidente di CNA Benessere e Sanità - attraverso campagne di sensibilizzazione per i consumatori su tutto il territorio provinciale e la firma di un protocollo con gli enti locali, è importante la dichiarazione ufficiale dell’assemblea regionale nella speranza che alle dichiarazioni possano presto seguire fatti concreti”.

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