. Alabastro protagonista a Venezia con la Venere della Dzoni a Palazzo Albrizzi

Hanno già attirato molti consensi le opere in alabastro di Antonaeta Dzoni realizzate dalla Cooperativa Artieri Alabastro di Volterra.

Adesso la Venere Callipigia, dalle forme rotonde, primordiali rese ancora più suggestive dalla candida e traslucente pietra lavorata sul colle etrusco da oltre 30 secoli non ha mancato di farsi notare a Venezia. La Venere Callipigia, dea delle guarigioni e degli amori, magica e madre ha svelato tutta la potenza espressiva dell’alabastro, è infatti ospitata in questi giorni a Venezia a Palazzo Albrizzi, nell’ambito del Premio Internazionale D’Arte Contemporanea “Viva Arte Venezia - Esposizione Internazionale 2017” fino al 21 Ottobre 2017, (Venezia) con Prince Art. Alla presentazione della Mostra Viva Arte Venezia 2017 ha partecipato come ospite d’onore il Professor Daniele Radini Tedeschi, curatore del Padiglione Nazionale del Guatemala alla 57° Esposizione Internazionale di Arte La Biennale di Venezia e nell’occasione è stato consegnato ad Antonaeta Dzoni il premio “Leone Alato”.

Le statue realizzate in particolare da Silvia Provvedi Presidente della Cooperativa Artieri Alabastro e Daniele Peretti sono la prova dell’incontro fruttuoso fra l’idea artistica e maestria artigiana. Matteo Giusti Presidente di CNA Pisa  precisa “che il nostro intento è di valorizzare l’intero comparto dell’artigianato, capace di mettersi a disposizione di artisti, designer e architetti per realizzare opere uniche, e capace di portare il nome di Volterra e dei territori di riferimento in tutto il mondo a maggior ragione attraverso la partecipazione a eventi prestigiosi come questo”.

Silvia Provvedi presidente Coop. Artieri Alabastro confessa “l’emozione di trovarsi a contatto con  artisti di tutto il mondo, e vedere il frutto del nostro lavoro farsi largo fra tante idee e tante proposte. Emozione e anche un po’ di legittimo orgoglio che speriamo di poter alimentare perseguendo la strada della collaborazione con artisti di prestigio e per far percepire sempre più l’alabastro come pietra da scultura e oggetti di design di prestigio perché valorizzare la materia prima significa valorizzare anche il nostro lavoro”.

Per allargare anche l’ambito di crescita e di nuovi percorsi dedicati all’alabastro una delle idee che circolano è ad esempio la creazione, magari in collaborazione con il Consorzio Turistico della Val di Cecina o altri soggetti che vorranno collaborare, di pacchetti turistici, nei quali verranno inseriti i circuiti d’arte ed enogastronomici e le indicazioni dei laboratori che daranno la disponibilità per accogliere i visitatori e mostrare come si lavora l’alabastro, pietra geologicamente giovane, ma usata da millenni come materia prima per la scultura.

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