. Alluvione. Cna: “Sospendere tutti gli adempimenti fiscali e tributari per le imprese colpite”

Stop subito a tutti gli adempimenti fiscali e tributari per le imprese che hanno subito danni ed attivazione di una cabina di regia per coordinare al meglio, sulla scorta delle precedenti esperienze non troppo positive, le iniziative di aiuto destinate alle aziende e alla popolazione per evitare cortocircuiti ed accelerare al massimo tutte le procedure. Cna (info su www.massacarrara.coldiretti.it ) chiede al Governo centrale un “trattamento speciale e particolare” e l’inserimento, delle zone colpite dagli ultimi eventi alluvionali, all’interno della geografia delle Zone Franche Urbane. “Non c’è vergogna nel chiedere al nostro Governo e alla Regione Toscana di essere trattati in modo speciale perché noi stiamo vivendo una situazione estremamente speciale. Questa volta non possiamo contare solo su noi stessi se vogliamo dare un futuro ad una città e alla sua economia già molto fragile”. Per Cna, che sta cercando in queste ore di avere un quadro più chiaro sul numero delle attività coinvolte e sulle prime stime dei danni, è fondamentale rimuovere tutti gli ostacoli che in questo momento rappresentano un pensiero extra per le imprese: “In primis – spiega Paolo Bedini, Presidente Provinciale Cna - tutti gli adempimenti fiscali e burocratici. Occorre intervenire aprire un dialogo con Inps, Inail ed Agenzia delle Entrate: è chiaro che le imprese che si trovano immerse nel fango non potranno far fronte a molti impegni. Non dimentichiamoci poi degli Studi di settore: sanzioni e moratorie sarebbero l’ennesima beffa per le imprese danneggiate”.

Cna non ha intenzione di entrare, almeno per ora, nel merito della questione degli argini, ne dei metodi di costruzione. “Il Governo centrale deve rimettere mano alle regole che disciplinano gli appalti: il massimo ribasso porta, è vero risparmi immediati nelle casse dello Stato, ma portano anche a momenti come questi. Quando ci troviamo di fronte a ribassi del 40%-50% dobbiamo porci qualche domanda. Condividiamo – prosegue Bedini - le parole del Procuratore Capo: non può essere l’indagine post-disastro a risolvere il problema. Quello che ci domandiamo è perché nessuno sia mai intervenuto per verificare le condizioni di garanzia degli appalti affidati in maniera antieconomica”. Cna propone di istituire un comitato di verifica a tutela degli appalti: “potrebbe essere una strada da percorrere”. E sulle parole del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “Prendiamo per buone le parole del Governatore: siano accertate le responsabilità e siano presi i dovuti provvedimenti perché è giusto che chi ha sbagliato paghi. Lo stato delle cose è sotto gli occhi del mondo: non ci si può mettere le mani davanti agli occhi e sperare che, una volta tolte, il quadro sia diverso. Non funziona così”. Secondo Cna il momento della “resa dei conti” arriverà: “la priorità è ora ripristinare un minimo di normalità facendo forza l’uno sull’altro”. “Le imprese – prosegue Bedini - non si meritano più di avere incertezze. Servono misure concrete siano esse intese in termini di opere per la messa in sicurezza del territorio, siano in termini finanziari. Abbiamo appreso che alcuni istituti di credito hanno già messo a disposizione dei plafond per favorire il ripristino dell’attività. Chiediamo che ci sia un minimo di coordinamento: sarebbe importante ipotizzare l’azzeramento dei costi di istruttoria e le spese di ogni genere oltre a ipotizzare un periodo di preammortamento. Alla Regione Toscana chiediamo un un fondo di garanzia da 5.000.000,00 fisso a rotazione per tutto il territorio. Occorre inotre, ridimensionare i paletti del merito creditizio e qui servirà l’intervento del Governo centrale. Dobbiamo essere trattati in maniera speciale perché questo territorio ha subito qualcosa di inaudito e incalcolabile”.

Cna mette le mani avanti: “Non possiamo pensare che il solo provvedimento, per quanto importante possa essere quello di mettere a disposizioni le garanzie della Fidi Toscana: chiediamo al Governatore di coordinarsi con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria per affrontare un piano programmatico di intervento che tenga in considerazione la molteplicità di fattori”. 

Area Tematica: