. Artigiani sempre più digitali, è partito “CNA Hub 4.0”

Aperti i Digital Innovation Hub in tutte e dieci le CNA provinciali dell’Emilia Romagna con il coordinamento della CNA regionale

Più innovativa, più finanziata, più formata, più internazionale. Questa è l’impresa 4.0 per CNA. Ora per artigiani e piccole e medie imprese dell’Emilia Romagna sarà più semplice utilizzare le numerose opportunità tecnologiche e finanziarie del Piano Nazionale Impresa 4.0. E’ partito infatti “CNA Hub 4.0”, un piano di respiro regionale con, in ogni provincia, punti di accesso ai servizi e agli strumenti per la digitalizzazione delle pmi.

Un piano molto concreto, completamente attuato: in tutte e dieci le CNA provinciali dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini, passando per Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Forlì Cesena, Ravenna, Ferrara, sono stati aperti i Digital Innovation Hub, riconosciuti ufficialmente dal Ministero per lo Sviluppo Economico. La CNA dell’Emilia Romagna è il punto di raccordo e coordinamento dei dieci Digital Innovation Hub locali.

È questa azione sinergica dei Territori, condivisa da tutti gli attori locali, che si è fortemente voluta e che, in primis, la Regione Emilia Romagna ha contribuito ad attuare, riconoscendone il valore promozionale delle attività e della cultura delle piccole, medie imprese, dell’artigianato e dello sviluppo dell’associazionismo economico. 

L’obiettivo di “CNA Hub 4.0” è quello di rilanciare le imprese sotto l’insegna dell’innovazione, attraverso la diffusione delle tecnologie abilitanti che portano a processi più flessibili e veloci, con un aumento di produttività e qualità, utilizzando le opportunità del Piano Nazionale Impresa 4.0 varato a fine 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico.

La creazione di un Network nazionale è infatti prioritaria all’interno del Piano ministeriale, avviata con la nascita dei Punti di Impresa Digitale, i Competence Center e i Digital Innovation Hub.

Ma che cosa trovano le imprese nei Digital Innovation Hub della CNA? Esperti che le aiutino a sviluppare la trasformazione digitale della propria azienda (l’innovazione dei modelli manageriali, le soluzioni tecnologiche più adatte, la tutela di brevetti e certificazioni); che garantiscono percorsi di formazione adeguati a conoscere le potenzialità 4.0; che sostengono la crescita delle imprese sui mercati esteri; che offrono servizi di consulenza finanziaria sulle opportunità del piano Industria 4.0.

Opportunità finanziarie molto significative: con l’iperammortamento si usufruisce di una super valutazione del 250% degli investimenti in beni nuovi (acquistati o in leasing); con la Nuova Legge Sabatini si può usufruire di un contributo maggiorato del 30% (dal 2,75% al 3,575%); si può ottenere un credito d’imposta nella misura del 50% per percorsi d’innovazione connessi al piano industria 4.0 e interventi di sviluppo formativo del capitale umano. Per fare un esempio concreto su un investimento di 100.000 euro per un bene strumentale: coi benefici ordinari l’azienda recupera 17.300 euro in 5 anni, con il Piano Impresa 4.0 recupera 46.000 in cinque anni.

Tante opportunità tecnologiche e finanziarie di cui le piccole imprese ancora non usufruiscono ma si dicono interessate a farlo. Da un recente sondaggio CNA Emilia Romagna su 5.000 piccole imprese della regione, sono ancora poche le pmi che sfruttano le potenzialità 4.0: il superammortamento è stato il punto del Piano più utilizzato, nel 35% dei casi, mentre i meno utilizzati, solo nel 6% dei casi, sono stati i contributi alla formazione. Però le piccole imprese non snobbano affatto le opportunità del piano Impresa 4.0. Sempre dallo stesso sondaggio risulta che l’interesse c’è: nell’11% dei casi gli imprenditori dichiarano di avere sicuramente intenzione di utilizzare i finanziamenti nel breve periodo e nel 28% delle risposte dicono che li utilizzeranno molto probabilmente. In sostanza quattro imprese su dieci sono dichiaratamente interessate ad esperti che li sappiano avvicinare ai temi 4.0. Dunque per le pmi emiliano romagnole ben vengano i Digital Hub Innovation di CNA.

La strategia di CNA ora è quella di far avvicinare le imprese agli Hub facendo conoscere le loro funzionalità e opportunità. Il test avverrà su 250 imprese, “casi pilota” selezionati che saranno affiancati da CNA fino alla fine del 2018. Di queste aziende saranno individuati e analizzati i fabbisogni con un check-up che valuta il loro livello di maturità tecnologica. Dopodiché per ciascuna azienda sarà predisposto un piano di adeguamento e di conversione calibrato sul suo livello di maturità tecnologica (il Technology Maturity Level). Un’analisi che terminerà a febbraio 2018 e valuterà come queste aziende si approcciano a temi di alta tecnologia quali ad esempio la prototipazione rapida, la realtà aumentata, l’internet delle cose, il cloud, la cyber-security e la big data analytics. Al termine dell’analisi ogni CNA provinciale sceglierà gli strumenti più idonei che rispondano alle esigenze di queste imprese definendo piani di azione locali.

“CNA si è impegnata da tempo sia a livello nazionale che locale affinché il concetto di ‘Industria 4.0’ si estendesse a ‘Impresa 4.0’ – spiega Fabio Bezzi, Direttore CNA Emilia Romagna -. Non è solo un cambiamento lessicale, ma significa che le opportunità della digitalizzazione e dei finanziamenti connessi non devono riguardare solo imprese industriali di grandi dimensioni, ma anche molti altri settori, perché nell’artigianato e nella piccola impresa esistono interessi, capacità e motivazioni per diventare imprese 4.0. Se dunque settori certamente a cui rivolgersi sono il manifatturiero di nuova generazione, l’aerospaziale e la robotica industriale, ce ne sono molti altri di estremo interesse e di elevata propensione alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica: mi riferisco alla cultura digitale, al design evoluto, all’artigianato digitale, alle nuove modalità di comunicazione, all’industria del fashion dell’Emilia Romagna, al settore del MedTech, alle tecnologie per il recupero del patrimonio abitativo e di quello storico artistico”. Quanto potrebbe essere insomma il bacino di piccole imprese e artigiani che sarebbero interessati a fregiarsi della qualifica “CNA Hub 4.0” nella regione Emilia Romagna? “Se consideriamo il 40% delle risposte al sondaggio – conclude Fabio Bezzi – e il totale dei settori orientati alla digitalizzazione, la nostra regione potrebbe arrivare ad un numero superiore ai 100mila artigiani e PMI 4.0. Non solo una certificazione prestigiosa, ma un concreto avanzamento tecnologico e organizzativo che porterebbe ad una crescita economica delle imprese e ad un aumento di posti di lavoro. Perché nell’artigianato digitale i robot non sostituiscono mai le persone”.

Area Tematica: