. Bassetti: "Mediare per arricchire confronto con le istituzioni"

"Oggi l'artigianato ha assunto un ruolo che non aveva mai avuto in passato": esordisce così Piero Bassetti, politico, imprenditore e attento osservatore della realtà dei corpi intermedi, intervenuto nel corso della Consulta dei Segretari e Direttori che si svolge fino a domani a Roma. Un'occasione interna di confronto sui temi e le linee strategiche dell'associazione, cui l'intervento di Bassetti ha offerto interessanti spunti di riflessione e dibattito. A partire da un'attenta analisi del ruolo dell'artigianato nel corso dei decenni,  fino ai nostri giorni, dominati da temi come le tecnologie e la robotica applicata alla manifattura. Bassetti si è concentrato sulla "dimensione qualitativa del pezzo unico che porta a equiparare l'artigianato a una sorta di aristocrazia del lavoro". Insomma, in un'epoca dominata dalla serialità, il contributo dell'artigianato è dato dal valore, del prodotto e del servizio. Bassetti parla a questo proposito di "gerarchia del servizio personalizzato" come contraltare del pezzo unico, dotato di un valore intrinseco che solo la lavorazione artigiana può garantire. 

Quanto alle associazioni e ai corpi intermedi, Bassetti riflette sull’importanza del ruolo che assumono in un momento di vuoto della politica: un compito importante di sintesi delle richieste che vengono dalle imprese che, rielaborate, sono una base importante di confronto sulle politiche di sviluppo. “La società civile è forte se ha tante associazioni – dice Bassetti- e rendere mediato il confronto vuol dire arricchirlo. Privilegiare la razionalità a discapito del valore, senza valorizzare i copri intermedi, vuol dire penalizzare l’alternanza e alimentare i personalismi”.

Quanto alle relazioni di lavoro, "il sapere condiziona il potere" ricorda Bassetti, e in questo senso ricorda il valore del maestro artigiano, che “possiede” il lavoro: “La bottega è l’esplicito riconoscimento che il maestro artigiano ne sa di più” ed è pronto a trasmettere i saperi.

Infine, una considerazione sui cambiamenti in corso nel mondo del lavoro e sugli ultimi interventi normativi del nuovo esecutivo. In particolare sulla flessibilità: “Il lavoro lo trova chi è disposto a cambiarlo” nota Bassetti.

 

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