. #Bastablabla. Le imprese non possono più aspettare

“Una legge di bilancio di solito è costituita da decine di commi e centinaia di pagine. I punti che ci interessano, però, relativamente alla Finanziaria 2018, sono solo cinque: la deducibilità dell’Imu che grava sulle imprese, la completa attuazione del regime per cassa, la conferma dell’ecobonus al 65%, l’esenzione dall’Irap per le imprese minori e la garanzia dell’entrata in vigore dell’Iri dal prossimo anno. Se queste promesse non diventeranno fatti, la nostra valutazione della Legge di Bilancio non potrà che essere negativa”. Così Giorgio Lugli, presidente della CNA reggiana, interviene a proposito del provvedimento in discussione in questi giorni in Parlamento.

Da troppo tempo riceviamo promesse per soluzione di problemi reali delle imprese, che possano contribuire a liberare risorse per la crescita. A cominciare dall’Imu, di cui chiediamo la completa deducibilità per evitare che gli immobili produttivi vengano tassati due volte (con l’Imu appunto, e con l’Irpef), provvedimento che da solo vale quattro punti in termini di tassazione sulle imprese. Poi è necessario sgravare dall’Irap quelle aziende minori, artigiani e piccole imprese, prive di autonoma organizzazione, e attuare in modo completo e definitivo il regime per cassa per le ditte in contabilità semplificata, riconoscendo alle imprese di pagare le tasse solo sui redditi effettivamente incassati”.

Molto importante anche la conferma dell’ecobonus al 65% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, che permette di combattere l’inquinamento e, allo stesso tempo, è un aiuto significativo per sostenere cittadini e imprese. CNA chiede, inoltre, la garanzia dell’entrata in vigore dell’Iri dal 2018, ovvero l’introduzione di un’aliquota agevolata per i redditi d’impresa lasciati all’interni di questa, un intervento che ridurrebbe di due punti la tassazione sul reddito dell’azienda e consentirebbe di uniformare i criteri di tassazione del reddito prodotto dalle imprese personali (imprese individuali e società di persone) con quello delle società di capitali.

“Non vorremmo – sottolinea Lugli – che queste promesse si riducessero ad un bla bla che non serve alle imprese. Per questo ieri è partita la campagna di CNA Nazionale: #bastablabla - La Legge di Bilancio dimentica artigiani e piccole imprese”.

Una campagna che dal nazionale si cala sui territori e che viene considerata da CNA solo come una prima iniziativa di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una Legge di Bilancio rea di aver dimenticato gli artigiani e le piccole imprese che rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al mondo.

Secondo CNA, infatti, la Legge di Bilancio, pur impedendo il previsto aumento dell’Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro collegate a Impresa 4.0, non persegue proprio l’ineludibile processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e piccole imprese. Rimangono disattese molte richieste ritenute fondamentali per le imprese di piccole dimensioni, inoltre  si fa retromarcia su importanti provvedimenti come l’Imposta sui redditi d’impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti opportunamente lo scorso anno.

 

 

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