. CNA: "Non solo sinonimo di bellezza, ma di etica e responsabilità"

“Il successo del made in Italy sui mercati internazionali è basato su un insieme di fattori: la manifattura e il saper fare devono essere coniugati ad un valore non solamente economico, ma che ha a che fare con la responsabilità sociale, il buon lavoro e l'etica, lungo tutta la filiera produttiva, fino al consumo consapevole”. Lo ha dichiarato Luca Marco Rinfreschi, Presidente Nazionale CNA Federmoda, in occasione della due giorni “Made in Italy, valore economico, sociale ed etico”, che si è conclusa oggi a Carpi.

Alla tavola rotonda di oggi, tra gli altri, ha partecipato anche Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, sostenitrice della lotta alla contraffazione e da sempre in prima linea nella promozione della responsabilità sociale delle imprese e l'etica del lavoro.

In occasione del convegno è stato siglato da CNA Federmoda e Miur un protocollo sull'educazione al consumo consapevole.

Perché il Made in Italy rappresenta nel mondo non solo i valori di bellezza e qualità dei prodotti, ma anche quelli di una produzione sostenibile: ambientalmente, socialmente ed eticamente.

L’appuntamento di Carpi, che segue quelli di Roma nel 2014 e Prato nel 2015, prende le mosse da tre tragedie che hanno segnato profondamente la storia del tessile: il crollo in Bangladesh, nel 2013, in cui morirono 1138 lavoratori del tessile e rimasero feriti oltre 2000 operai, la tragedia di Prato con 7 lavoratori deceduti sempre nel 2013 e il crollo di Barletta, con 5 vittime nel 2011.

 

 

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