. Con l’agroalimentare la Cina è ancora più vicina a Bologna

Siglati due accordi tra Cna e la provincia di Shandongper la collaborazione tra imprese italiane e cinesi sulla qualità alimentare.

Portare le imprese italiane dell’agroalimentare, specializzate nella produzione di carni suine, in un mercato vastissimo quale è quello cinese. Agevolare le imprese dell’impiantistica e della metalmeccanica ad entrare in zone della Cina dove è in previsione la costruzione di numerosi stabilimenti per la lavorazione e la conservazione della carne.

Sono questi gli obiettivi di due accordi di collaborazione con la provincia cinese di Shandong siglati dalla Cna di Bologna, dall’Iffss (International Foundation for Food Security and Safety), da Lexjus Sinacta e da Twb Sistema Italia.

Shandong con i suoi 98 milioni di abitanti rappresenta la seconda provincia per dimensioni del mercato interno cinese. Nel 2016 ha esportato per 124 miliardi di dollari e importato per 87 miliardi di dollari. E’ la terza provincia cinese per contributo al pil nazionale.

Una delegazione della provincia di Shandong è venuta in visita a Bologna, guidata dal Governatore Gong Zheng con diversi imprenditori della provincia. Obiettivo della missione: sviluppare collaborazioni nei settori del commercio, agricoltura, turismo, istruzione e sanità.

Gli accordi siglati con Cna si focalizzano sul tema agroalimentare e delle carni suine in particolare. Gli imprenditori cinesi produttori di carne sono particolarmente interessati ad investire sulla sicurezza del cibo, sulla protezione ambientale delle produzioni, sulle più avanzate tecnologie e sulla salute dei consumatori. Così come a realizzare stabilimenti che puntano sulla ricerca, sull’intelligenza artificiale e l’“Internet delle cose”, insomma sull’impresa 4.0. L’obiettivo degli imprenditori del Shandong è infatti produrre carne in linea con gli elevati standard richiesti dall’Europa.

Tra imprese cinesi e imprese italiane dunque si potrebbero avviare percorsi di cooperazione straordinariamente vantaggiosi per il Made in Italy, pensando ai grandi numeri e agli investimenti cinesi. Le imprese italiane agroalimentari da un lato possono portare il loro elevato know how ma allo stesso tempo esportare anche la loro produzione in un paese con miliardi di abitanti dove la carne suina è una delle basi dell’alimentazione. Le imprese meccaniche, impiantiste, così come quelle specializzate nella formazione del personale, vedono aprirsi canali importantissimi in una provincia che ha il più alto numero di società cinesi impegnate nella produzione industriale della carne.

L’impegno di Cna Bologna sarà quello di promuovere questi accordi grazie al suo sportello CNA estero, informando le imprese non solo bolognesi di queste opportunità, stabilendo un “ponte internazionale” tra aziende italiane e cinesi, agevolando coi propri strumenti e coi propri consulenti gli imprenditori bolognesi ed italiani interessati ad aprire nuovi canali di mercato in questa zona della Cina. www.bo.cna.it/sportellocnaestero

Questi accordi insieme a Cna sono stati firmati da altri partner strategici: l’Iffss (International foundation for food safety and security) che promuove con attività di ricerca e studi le filiere food safety al fine di garantire la massima sicurezza dei cibi e la protezione ambientale, oltre a progetti di sviluppo sostenibili per un contributo alla lotta contro l’emergenza alimentare; LS Lexjus Sinacta, un’associazione professionale nazionale di avvocati e dottori commercialisti composta da professionisti che operano nel proprio territorio da oltre 40 anni; Twb Sistema Italia spa, controllata dalla Fondazione Iffss, che opera da anni in Cina ed è già presente nella provincia di Shandong con due accordi di partnership.

“Cna con questi accordi avvicina le imprese italiane al mercato cinese – ha spiegato Valerio Veronesi, Presidente Cna Bologna -. Le imprese della provincia dello Shandong, come quelle di tutta la Cina, in questi anni hanno fatto passo da giganti e la possibilità di entrare in questo mercato è strategico per le nostre pmi dell’agroalimentare, della meccanica, dell’impiantistica e di tanti altri settori. Lo sportello CNA estero di Cna Bologna sarà la porta ideale per entrarvi”.

“Crediamo che per le nostre imprese cinesi dello Shandong sia una grande opportunità cooperare con le imprese dell’Emilia-Romagna – ne è convinto Tiemin Ma, Vicepresidente Giovani Imprenditori Provincia del Shandong -. Negli incontri che abbiamo avuto in questi giorni durante la nostra visita abbiamo conosciuto una realtà economica, quella emiliano romagnola, estremamente interessante e dinamica”.

“Per le pmi italiane ci sono davvero grandi prospettive nel Shandong cinese – conferma Gianluigi Serafini di LS LexJus Sinacta – siamo molto soddisfatti di avere agevolato gli incontri tra la delegazione cinese e quelle italiane di questi giorni che hanno portato ad accordi estremamente proficui. Ls lexjus Sinacta si candida a divenire un hub per l’assistenza alle aziende dell’agroalimentare italiano interessate al mercato cinese”.

“In Cina è cresciuta una grande attenzione alla qualità alimentare – conclude Giuseppe Bartolucci, Presidente Twb Sistema Italia –. Dunque l’Emilia Romagna è un partner ideale per la sua grande ricchezza di offerta alimentare e per il know how che sanno esprimere le imprese di questa filiera”.

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