. Concordato Oberosler, si chiede tutela per PMI

 

La CNA-SHV dell’Alto Adige esprime preoccupazione per il concordato preventivo in continuità chiesto dall’impresa di costruzioni Oberosler srl, con sede legale a Brunico e direzione a Bolzano.

L’iniziativa è stata presentata come lo strumento più idoneo per procedere ad una ristrutturazione finanziaria ed operativa che possa garantire stabilità occupazionale e prosecuzione dell’attività di impresa, in coerenza con i provvedimenti che verranno adottati dal Tribunale.

“Non entriamo nel merito del concordato – afferma Marco Scrinzi, funzionario della CNA-SHV Costruzioni – ma prendiamo atto che l’operazione è finalizzata prima di tutto al salvataggio, e in futuro al rilancio dell’impresa Oberosler, salvaguardando anche tutti i dipendenti. Ci si dimentica, però, delle piccole e micro imprese di fornitura e subappalto che hanno lavorato per conto della Oberosler e, adesso, dovranno farsi carico di una riduzione del credito vantato. Per molte di queste piccole e micro imprese una mancata entrata disposta dal Tribunale, soprattutto se di rilevante entità rispetto alle dimensioni aziendali, può essere fatale, con il rischio di chiusura e licenziamento dei dipendenti”. 

“Non dimentichiamo – prosegue Scrinzi – che anche le piccole e micro imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e delle forniture edili vengono da anni di crisi, al pari della Oberosler. Fa notizia il tentativo di salvare e rilanciare la grande azienda, ma nessuno si preoccupa di fornitori e subappaltatori che, nel concordato, sono i soggetti più penalizzati in quanto ultimo anello della catena: non possono rivalersi su nessuno. Un meccanismo che tutela le grandi aziende a scapito di quelle piccole”.

Il presidente di CNA-SHV, Claudio Corrarati, aggiunge. “I concordati da un lato consentono ad un’azienda di continuare l’attività, mantenendo i posti di lavoro, ma al contempo mettono in grossa difficoltà piccole aziende che sono anch’esse impegnate a restare in vita e a mantenere i posti di lavoro. È necessario che non si istruiscano concordati con percentuali troppo basse che, se da una parte salvano una ditta, dall’altra parte ne fanno morire altre 20 o 30. Troppe volte lo strumento del concordato è stato utilizzato in maniera difforme e a scapito solo dei creditori”.

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