. Crescono le imprese che innovano. Ma non si colma il gap con la ricerca pubblica

È stato presentato dalla Camera di Commercio il quarto Rapporto sull’innovazione della provincia di Reggio Emilia, indagine che analizza i bilanci delle imprese in relazione all’innovazione di prodotto e processo, elaborata per promuovere strategie a sostegno dell’innovazione. “Migliorano sensibilmente i dati locali relativi all’innovazione, anche grazie ai dati provenienti da imprese di maggiore dimensione e più strutturate, come le società di capitale - commenta Rodolfo Manotti, Presidente provinciale CNA Industria - e il miglioramento si rileva su tutti i tipi di innovazione considerati, dall’innovazione di prodotto a quella  organizzativa e di marketing”.

Lo studio ha interessato un campione di 220 imprese della provincia di Reggio Emilia e oltre 1.600 imprese del tessuto emiliano-romagnolo, per rilevare il grado di innovazione delle imprese, i punti di forza, le aree di miglioramento e le criticità. I dati provinciali sono in linea o migliori di quelli medi regionali e i miglioramenti più significativi riguardano la qualità dei prodotti e servizi al cliente, l’efficienza nell’utilizzo delle materie prime, dei materiali e delle risorse umane, l’internazionalizzazione. Elementi che concorrono all’incremento del fatturato delle imprese che hanno investito in innovazione, di prodotto o processo.

“È però preoccupante – aggiunge il Presidente Manotti - che le imprese per sviluppare processi di innovazione aziendale si avvalgano solo in piccolissima percentuale di collaborazioni con Università, Istituti di ricerca e Tecnopoli. Un dato sui cui interrogarsi e lavorare, insieme ad Istituzioni, tessuto economico e Associazioni di Impresa, per colmare il gap tra questi due mondi, attraverso le tante risorse messe in campo per favorire la ricerca pubblica e la rete dei Tecnopoli, con azioni da portare avanti in sinergia, soprattutto in un momento difficile come quello attuale, in cui le risorse sono carenti per accedere a progetti di ricerca industriale”.

“In questo senso - conclude il Presidente di CNA Industria - speriamo che gli ultimi provvedimenti inseriti nella Legge di Stabilità, come il credito di imposta per le attività dedicate alla ricerca e sviluppo che è stato ampliato a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico o dal regime contabile applicato, o il Patent Box, ovvero l’introduzione di un regime opzionale di esenzione parziale dalle imposte e IRAP derivante dall’utilizzo di brevetti e marchi assimilabili di cui saranno beneficiarie tutte le imprese che svolgono attività di ricerca anche mediante contratti stipulati con Università o Enti di ricerca, possano sostenere e accompagnare le imprese che vogliono puntare sull’innovazione”.

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