. Demenza e difficoltà di memoria, come invecchiare sani

Demenza e difficoltà di memoria – Consigli utili per un invecchiamento sano”. È il tema dell’incontro organizzato da CNA-SHV Pensionati, nella sede di via Righi, con il dottor Daniele Orlandi, psicologo dell’area neuropsicologica.

Introdotto da Arrigo Simoni, presidente della CNA-SHV Pensionati, il dottor Orlandi ha spiegato che demenza e difficoltà di memoria sono problemi ricorrenti, soprattutto dopo la soglia del 65 anni. “Più si va avanti con gli anni – ha spiegato il neuropsicologo – più possono insorgere problemi neurologici e il declino delle capacità cognitive come la memoria, l’attenzione, il ragionamento, la capacità di accumulare nuove conoscenze come l’uso del cellulare. La differenza sostanziale sta nel capire se si tratta di fenomeni occasionali e non ricorrenti, legati ad un invecchiamento sano, o se invece la gravità e la frequenza sono tali da far pensare ad una patologia”.

Quando il paziente si accorge di avere questi problemi, o li notano i suoi familiari e amici, deve recarsi dal medico di base, che dispone la visita geriatrica o neurologica. Sarà lo specialista, poi, a disporre gli esami ed a raccogliere l’esito delle analisi per diagnosticare l’eventuale patologia. Il neuropsicologo contribuisce in questa fase fornendo una diagnosi neuropsicologica previo colloquio con accertamenti clinici e test psicometrici standardizzati e computerizzati. “Solo dopo un attento esame – ha aggiunto il dottor Orlandi – il neuropsicologo può valutare se le difficoltà di memoria, di attenzione, di apprendimento e di coordinazione delle attività motorie complesse sono da attribuire ad un normale decadimento pur in presenza di invecchiamento sano o se, invece, sono sintomi di una patologia. Nel primo caso, quello dell’invecchiamento sano, le difficoltà sono gestibili. Se invece si tratta di una patologia, occorre intervenire con la cura farmacologica e con quella non farmacologica, ovvero la riabilitazione neurocognitiva. Quest’ultima serve ad aumentare la riserva cognitiva e cerebrale, quindi è utile sia come prevenzione nei soggetti sani sia come cura per chi è affetto da un disturbo neurologico”.