. Ecco come abbiamo protetto i pensionati senza illuderli

Il no all’incostituzionalità del decreto-legge 65 del 2015, che ha limitato la rivalutazione delle pensioni sino a 3 volte il minimo per fasce di reddito, mette una pietra tombale sulle speculazioni e le false interpretazioni che hanno agitato in questi due anni il mondo dei pensionati italiani, compresi quelli altoatesini. A sostenerlo sono la CNA Pensionati e il Patronato Epasa-Itaco che sin dal primo momento hanno con forza, scoraggiato la presentazione di ricorsi o l’utilizzo di procedure improbabili, come le lettere dirette all’Inps, per chiedere allo Stato la rivalutazione totale degli assegni pensionistici.

“La sentenza della Consulta corrisponde - chiarisce il Patronato Epasa–Itaco cittadini e imprese – alla valutazione che demmo subito dopo aver effettuato un serio approfondimento giuridico sul decreto, che ci ha permesso di evitare che gli assistiti accorsi ai nostri sportelli, cadessero vittime di chi speculava sul problema. Il nostro compito è dare risposte basate sulle norme dello Stato, non illudere le persone”.

Posizione, questa, ribadita da Cna Pensionati. “Stiamo dalla parte dei pensionati italiani anche quando ci sono cose apparentemente difficili da spiegare – commenta Arrigo Simoni, presidente di CNA-SHV Pensionati dell’Alto Adige -.  Cavalcare l’onda o mistificare la realtà, promettendo aumenti delle pensioni è un comportamento che non ci appartiene. CNA Pensionati ha lottato per salvaguardare i pensionati più deboli dal blocco delle rivalutazioni e abbiamo raggiunto il migliore risultato compatibile con il mantenimento degli equilibri del bilancio pubblico”.