. Elena Calabria eletta Vicepresidente Nazionale CNA

Elena Calabria, già Presidente di CNA Toscana Centro, è stata eletta Vicepresidente Nazionale Cna e farà parte della nuova squadra nominata a fianco del Presidente Daniele Vaccarino.
L’elezione è stata sancita in occasione dell’Assemblea Nazionale CNA tenutasi a Roma venerdì 27 ottobre che ha appunto confermato Daniele Vaccarino alla guida di Cna nazionale per i prossimi 4 anni. Presenti all’assemblea, insieme a Daniele Vaccarino e al segretario generale CNA, Sergio Silvestrini, la presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro per il Lavoro e le Politiche Sociali Giuliano Poletti e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

Elena Calabria, nata nel  1967 a Pistoia, laureata in architettura, è titolare dell’azienda Diddi Dino e  Figli Srl di Pistoia che opera nel campo dell’efficientamento energico e manutenzione impianti e da 5 mesi ricopre la carica di Presidente di Cna Toscana Centro il colosso della rappresentanza nato dalla fusione delle ex Cna di Prato e Pistoia,  che conta oltre 25mila soci, tra imprenditori e cittadini, ed è  la terza realtà in Italia per numero di associati e seconda a livello toscano.

La neoeletta Vicepresidente nazionale lavorerà con altri 13 colleghi di tutta Italia per portare avanti nel maggiore organo della Confederazione le politiche di rappresentanza e le istanze territoriali   a tutela delle piccole e medie imprese.

La Presidente Calabria si è detta: “Onorata ma consapevole della grande responsabilità che questo incarico presuppone, visto che porta con sé nuove sfide di valenza nazionale  e territoriale che intendo portare avanti nell’esercizio di questa nomina.Se è vero infatti che sia il Paese sia le nostre imprese stanno iniziando finalmente a rialzare la testa – come confermato dai dati sull`andamento del Pil, gli indici di fiducia, i dati sull`export che guadagna quote di mercato, la maggiore vivacità della domanda interna e degli investimenti privati; la crescita dell`occupazione, le proiezioni economiche per il prossimo futuro, d’altro canto questo cambiamento è dovuto al lavoro duro e quotidiano delle nostre imprese. Un lavoro che purtroppo paga ancora troppo caro la mancanza di riforme del Paese e le lacune irrisolte sul piano dei costi dell’energia e della burocrazia, di una pressione fiscale insopportabile, dei temi della giustizia civile, degli investimenti pubblici. Ecco, per fare davvero un passo avanti serve oggi come non mai una maggior collaborazione di istituzioni e forze di rappresentanza e sociali. Senza questa progettualità condivise non andremo molto lontano”.

Lo stesso discorso vale poi per la  Legge di Bilancio 2018, sulla quale il Presidente neoeletto Vaccarino ha ricordato gli aspetti sui quali ci si auspica un intervento correttivo da parte del Parlamento: “Estendere ad artigiani e imprenditori il credito d’imposta per la formazione professionale previsto per i dipendenti; inserire la deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali e l’eliminazione dell’IRAP per piccole imprese; eliminare lo split payment e la ritenuta dell’8% sui bonifici per le spese connesse alle detrazioni fiscali. Infine, il total tax rate per le imprese italiane, oggi al 62%, venti punti più alto della media europea. "Un vero abisso da cui non si riesce a risalire; possiamo mai andare avanti così?!" è l’interrogativo lanciato alla politica e ai ministri presenti.

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