. Fiera Klimahouse. Piccoli interventi edili, la sfida dell’ecosostenibilità

Ecosostenibilità nelle ristrutturazioni e nei piccoli interventi edili” non è solo il titolo del convegno organizzato da CNA-SHV e CNA-SHV Costruzioni sabato 27 gennaio, nel contesto della Fiera Klimahouse a Bolzano, ma è anche la sfida vera e propria che l’Unione Costruzioni dell’Associazione di artigiani vuole portare avanti con un’adeguata campagna di formazione e sensibilizzazione delle PMI del comparto.

I lavori del convegno – presenti il presidente della CNA-SHV, Claudio Corrarati, e il segretario Günther Schwienbacher – sono stati aperti dalla relazione accurata di Emilio Corea, presidente della CNA-SHV Costruzioni. “CasaClima è un protocollo di progettazione – ha rilevato Corea – e l’Agenzia forma i progettisti. CNA-SHV, invece, rappresenta le piccole e micro imprese, che nel 90% dei casi eseguono piccoli interventi edili di manutenzione, riparazione o ristrutturazione, senza avvalersi di progettisti. Ed è a questo livello che manca la conoscenza dei materiali e della loro ecosostenibilità”.

Partendo dal presupposto che non esiste il miglior materiale in assoluto, ma solo il miglior materiale in un determinato contesto, Corea ha spiegato che oggi molti materiali sono in realtà pacchetti stratificati di più sostanze che creano problemi di smaltimento. Gli stessi materiali derivanti dalle demolizioni non possono essere considerati sottoprodotti da riciclare ma, per la normativa vigente, sono rifiuti da portare in discarica. Da qui nasce la necessità di formare gli artigiani sulle costruzioni sostenibili e sul recupero edilizio sostenibile, affinché l’artigiano-progettista diventi anche un consigliere nei confronti del committente: “Occorre realizzare un manufatto che in tutte le fasi del suo ciclo di vita – ha detto Corea - generi il massimo dell’efficienza nell’uso delle risorse naturali con il minimo impatto sull’ambiente locale e sull’ecosistema. L’artigiano non può confrontarsi con il committente solo sul prezzo, ma deve porsi anche il problema delle prestazioni fisico-meccaniche e delle prestazioni energetiche, valutando insieme la scelta migliore dei materiali ecosostenibili adatti al tipo di intervento richiesto. Con la certezza che non tutti i materiali naturali sono ecosostenibili, così come non tutti i materiali ecosostenibili sono più costosi”.

Dopo gli interventi tecnici di Claudio Marsili (direttore tecnico di Seisolar Srl) su “Sistemi schermanti passivi per vetri e coperture”, di Roberto Grasso (Index Spa) su “Deumidificazione e risanamento delle superfici umide”, e Michele Peruzzo (Alpi Fenster Srl) su “I serramenti esterni”, è intervenuto Ivano Talmon, responsabile formazione e rapporti con le imprese dell’Agenzia CasaClima. “Gli artigiani che lavorano in cantieri in cui si costruiscono o si ristrutturano edifici da certificare CasaClima effettuano – ha detto Talmon – un’esperienza formativa. Questo è il percorso che vogliamo portare avanti con CNA-SHV: esperienze pratiche dei piccoli artigiani in cantieri in cui la possibilità di ottenere la certificazione CasaClima è occasione di formazione e arricchimento personale per diventare artigiano-progettista in grado di consigliare i committenti sull’ecosostenibilità degli interventi edili”.

I lavori sono stati conclusi da Alessia Politi, presidente di Legambiente Alto Adige: “Quando parliamo di CasaClima incontriamo spesso la parola sostenibilità, ma non sempre abbiamo ben chiaro l’obiettivo finale. Ovvero realizzare appartamenti, edifici, quartieri, città interamente ecosostenibili. Per ottenere questo risultato, dobbiamo partire dalla formazione degli artigiani e dai loro piccoli interventi edili di ristrutturazione, che vengono eseguiti in media dopo 20 anni di ciclo di vita di un edificio. Nella consapevolezza che lavori edili ecosostenibili significano salute per chi abiterà nell’immobile, per chi lo costruisce, per chi interagisce con l’edificio e, più in generale, per tutti noi”. 

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