. Gas effetto serra. l’On. Gadda presenta un’interrogazione proposta da Cna

Arriva in Parlamento il problema della normativa sui gas ad effetto serra utilizzati nel settore del condizionamento e della refrigerazione. A sollevare la questione è un’interrogazione che vede come prima firmataria l’onorevole varesina Maria Chiara Gadda, che era stata interpellata sull’argomento dalla Cna.

Nell’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dell’Ambiente Galletti, l’onorevole Gadda e gli altri firmatari chiedono, tra l’altro, chiarimenti circa “gli inspiegabili ed ingiustificati ritardi che sta incontrando l’emanazione del Decreto Presidenziale di recepimento del Regolamento UE 517/2014 sui gas fluorurati”. Da questo decreto dipendono infatti le nuove regole per la certificazione degli operatori e per la vendita, l’acquisto e lo smaltimento dei gas fluorurati.

Cna chiede che sia garantita, alle imprese in regola, una reale e concreta regolamentazione di questo mercato: «Stiamo aspettando di conoscere le nuove regole e le nuove sanzioni che, è bene si sappia, colpiranno anche i committenti che si rivolgono ad imprese non certificate -  spiega Andrea Orifiammi, portavoce del gruppo frigoristi di Cna Varese e Cna Lombardia - Le imprese artigiane si sono dotate di specifiche procedure certificate per ridurre il più possibile la dispersione di questi gas ad effetto serra in atmosfera. Noi artigiani abbiamo fatto la nostra parte e adesso ci aspettiamo che si affronti e si risolva definitivamente ed in modo chiaro la questione del divieto di vendita di gas fluorurati a soggetti che non dispongono della certificazione aziendale. Oggi i meccanismi di controllo sono troppo blandi e rischiano non solo di vanificare l’impegno delle aziende virtuose, ma anche di compromettere l’interesse collettivo alla salvaguardia dell’ambiente».

Il ritardo del tutto incomprensibile nell’affrontare la questione oltre a non dare alle imprese del settore le certezze necessarie per operare in un quadro legislativo chiaro, ha già provocato la reazione della Commissione Europea che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese: per questo Cna condivide e sostiene le ragioni dei parlamentari che hanno presentato l’interrogazione. Oltre all’On. Gadda hanno sottoscritto il documento gli onorevoli Realacci, Mariani,  Moretto,  Vazio, Famiglietti, Parrini, Ascani, Rotta, Iori, Dallai,  Morani,  Donati, Marco Di Maio, Manfredi, Ermini e Galperti.

«Apprezziamo e condividiamo totalmente l’iniziativa dell’Onorevole Gadda e dei parlamentari che hanno presentato  l’interrogazione al Ministro dell’Ambiente – dichiara il presidente di Cna Varese Luca Mambretti -  E’ molto importante per noi che sia stata posta anche la questione dello smaltimento: oggi la burocrazia e gli alti costi impediscono che si instauri un corretto ciclo di utilizzo e smaltimento di questi gas che dovrebbero, là dove è possibile, essere innanzitutto rigenerati, e comunque smaltiti in modo corretto e rispettoso dell’ambiente».

«Ho colto con attenzione e soddisfazione la sollecitazione di Cna come ho sempre fatto in questi anni, perché è una associazione attenta agli imprenditori e che le rappresenta - ha sottolineato Maria Chiara Gadda -  E, inoltre, perchè questo è un modello positivo di dialogo con le istituzioni in un settore importante, che riguarda tante imprese piccole e individuali, e perciò la vita di molte persone e altrettante famiglie. L’emanazione del decreto è quantomai urgente, poiché è necessario garantire agli operatori un sistema regolatorio chiaro e indicazioni precise sullo smaltimento. E ben sappiamo quanto questo tema sia rilevante dal punto di vista ambientale così come della competitività». 

«Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa parlamentare - afferma il responsabile degli impiantisti della Cna di Varese Gualtiero Fiorina – E’ molto importante che il documento sia stato sottoscritto, tra gli altri, anche da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente e presidente onorario di Legambiente. Siamo convinti infatti che per risolvere un problema così complesso e delicato occorra ricercare una soluzione condivisa con altri soggetti anche esterni alla filiera: dalla grande distribuzione alle associazioni ambientaliste fino ai consumatori e agli enti locali».

Area Tematica: