. Giovani e lavoro – Dinamiche, cambiamenti in atto e ricambio generazionale

Il Governo e la Provincia devono investire di più sulle re-start up, agevolando con incentivi e sgravi fiscali il processo di successione tra anziani titolari d’impresa e giovani pronti a rilevare l’attività: è il messaggio emerso dalla conferenza sul tema “Giovani e lavoro – Dinamiche, cambiamenti in atto e ricambio generazionale” organizzata dal Forum Democratico nel corso della quale CNA e Libera Università di Bolzano hanno lanciano uno studio ad hoc sulle successioni.

A confrontarsi sul tema sono stati chiamati il prof. Alfredo de Massis, direttore del Centre for Business Family dell’Università di Bolzano, e Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA-SHV, moderati da Paola Bessega, direttore di Video 33.

Corrarati è partito dalle slides realizzate dal Centro Studi di CNA-SHV che mostrano una piramide occupazionale composta prevalentemente da persone tra i 40 ed i 55 anni, mentre alla base della piramide il numero di occupati tra 20 e 30 anni è ridotto: “C’è bisogno di programmare un ricambio generazionale, soprattutto nei centri urbani di fondovalle dove a differenza dei valori provinciali la disoccupazione non è al 3,3% e la disoccupazione giovanile non è all’8,8%, ma si toccano valori doppi. La recente manifestazione degli studenti che hanno protestato sull’alternanza scuola-lavoro al grido “non siamo operai” dimostra che i ragazzi non sono informati sulla nuova occupazione di operai altamente qualificati e vedono questa figura come emblema del lavoro manuale. Non abbiamo saputo comunicare com’è cambiato il mondo del lavoro e non si può pensare che le imprese diventino un parcheggio per studenti solo perché per legge si prevede l’alternanza scuola lavoro di 200 o 400 ore. In azienda dovremmo portare prima di tutto i docenti per poter meglio orientare i ragazzi. Inoltre non abbiamo diffuso a dovere la possibilità di rilevare aziende destinate alla chiusura perché il titolare non ha eredi e non ha preparato la successione. Las possibilità di re-startup non viene adeguatamente sostenuta”.

Il professor de Massis ha spiegato che “in Italia ci sono giovani molto formati e preparati, ma poco motivati ed è per questo che non funziona bene il meccanismo della successione nelle aziende familiari, che in Alto Adige sono quasi il 100% del totale. In Italia c’è molta attenzione per le start up, di cui sono una su cinque supera i 5 anni di vita, mentre tra le aziende familiari esistenti solo il 30% supera il passaggio tra la prima e la seconda generazione, solo 12% passa dalla seconda alla terza generazione e meno del 4% arriva alla quarta generazione. Gli imprenditori senior faticano a staccarsi dal business per la sindrome dell’abbandono e ciò motiva poco le nuove generazioni”.

Il problema è anche culturale, come ha evidenziato Claudio Corrarati: “Molti imprenditori, soprattutto nei centri di fondovalle, indirizzano i figli verso studi umanistici e tecnici perché non vogliono che si sacrifichino nella vita pesante in azienda. In questo modo numerose attività dell’edilizia e dell’impiantistica non hanno trovato successore. Dobbiamo evitare che ci sia uno scontro tra imprenditori senior e giovani successori. I primi, semmai, devono accompagnare i secondi in un percorso di inserimento ed esperienza che non si fa sui banchi di scuola”.

Il professor de Massis ha posto in relazione “l’innovazione nel solco della tradizione, che può caratterizzare le PMI altoatesine soprattutto nel momento in cui trovano un successore motivato e con elevate competenze”. 

Corrarati e De Massis hanno concordato sulla necessità di una politica fiscale e di contributi che agevoli la successione, senza esclude l’ipotesi di un passaggio generazionale tra imprenditore senior e dipendenti anziché con i figli, se questi non ci sono o non sono interessati. Il professor De Massis ha messo in guardia: “La maggior parte delle successioni non salta per motivi fiscali o finanziari, che sono importanti, ma per fattori soft come il mancato riconoscimento del nuovo titolare, dissidi interni, perdita di clienti e fornitori, minor accesso al credito. La successione deve essere pianificata con attenzione su un periodo anche decennale”.

Partendo dalla problematica degli artigiani molto anziani ancora presenti in azienda, CNA-SHV ha avviato una sinergia con il Centre for Business Family della Lub: verrà realizzato uno studio per capire il fenomeno e scandagliare i problemi di successione, soprattutto nei centri urbani di fondovalle. 

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