. Il punto sul post sisma: in un anno perse 483 imprese e 2000 posti di lavoro nel cratere.

Tra agosto 2016 e lo stesso mese del 2017 il sistema produttivo del cratere marchigiano ha visto la scomparsa di 483 imprese e di 2.000 posti di lavoro, mentre il fatturato delle aziende che hanno resistito è diminuito del 5%. Ad aver subito le conseguenze più pesanti del sisma è stato il settore agroalimentare, con la perdita di 249 aziende e quasi 1.000 occupati. Pesanti anche le ripercussioni sul commercio che ha registrato la scomparsa di 155 imprese e 500 occupati. Più contenuto il calo di imprese manifatturiere (-46), dell’edilizia (-42), del trasporto (-24) e dei servizi di alloggio e ristorazione (-21). Ricordiamo che il “cratere” copre oltre il 40% del territorio marchigiano e che gli eventi sismici del 2016 hanno interessato nel complesso 177 comuni, vale a dire il 77% dei 229 comuni della regione.

La situazione che emerge dall’analisi del Centro Studi di CNA Marche – dichiarano il Presidente Territoriale Paolo Silenzi e il Direttore Generale Alessandro Migliorerichiede interventi che garantiscano la ricostruzione e la rinascita del tessuto sociale ed economico, indicando le priorità e i programmi su cui intervenire sia nel breve periodo che a lungo termine. Siamo convinti che sia necessario cominciare dal territorio, attraverso l’agroalimentare di qualità, il turismo e la cultura”.

Tra le priorità c’è la ricostruzione materiale: la CNA, così come fatto anche in un recente incontro con il commissario straordinario De Micheli e il presidente Ceriscioli, ribadisce la persistenza di alcune criticità nella normativa che rallentano la ripartenza. “Si tratta di un insieme di norme complesso – ricorda Paolo Silenzi forse anche incoerente con la ricostruzione veloce. Eccesso di burocrazia, difficoltà di accesso per le piccole imprese locali di costruzione, prezzi e tempi di rimborso che non favoriscono imprese e cittadini. L’impiego delle piccole imprese locali nella ricostruzione è un obiettivo da centrare in ottica di qualità, trasparenza, celerità nella conclusione dei lavori, efficacia del risultato”.

Spiega il Direttore Migliore: “Altro punto dolente della normativa è il prezzario della ricostruzione, secondo noi non adeguato e di cui abbiamo proposto la modifica oppure il ritorno a quello vigente. Inoltre, sembrano poco congrue le norme sui limiti per la qualificazione SOA nei lavori privati, sull’obbligo della gara sempre per i lavori privati, le quote a saldo prevedibilmente dopo parecchi mesi dalla conclusione dei lavori, che rischiano di mettere ancora più in difficoltà le imprese”.

Tra i fattori che potranno favorire la ripresa post sisma, secondo la CNA Territoriale di Fermo ci sono il superamento del digital divide attraverso la disponibilità di banda larga e ultra larga, una condizione infrastrutturale fondamentale insieme al miglioramento della mobilità delle persone e la riduzione dei tempi di accesso ai servizi.

La CNA di Fermo prosegue l’azione di supporto e assistenza delle imprese: “Lo scorso 17 ottobre ad Amandola – riferisce il responsabile dell’area montana CNA Nicolas Baldiniabbiamo incontrato aziende e lavoratori autonomi aggiornandoli sulle agevolazioni previste dalla Zona Franca Urbana, ricordando che c’è tempo fino al 6 novembre per presentare la relativa domanda”. 

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