. Il punto sul sistema territoriale di welfare

L’evoluzione del welfare da sistema difensivo, a elemento di perequazione sociale e di sviluppo imprenditoriale

Dopo avere trattato i temi della “sicurezza” e della nuova “legge urbanistica quale strumento di competitività e sviluppo del territorio”, lunedì 1° aprile si è concluso il ciclo di incontri che la presidenza di CNA Forlì città aveva programmato, su argomenti di interesse sia collettivo che imprenditoriale.

L’approfondimento ha riguardato il sistema territoriale di welfare, così come scaturito dal piano sociale e sanitario della regione Emilia Romagna.

Nell’introdurre i lavori Monica Sartini, presidente di CNA Forlì città, ha precisato che “il sistema del welfare è cambiato negli ultimi anni e, soprattutto nella nostra regione, è passato da un modello standardizzato ad uno dinamico e flessibile, all’interno del quale ogni territorio è protagonista della sua realizzazione. Ciò comporta che l’ambito locale è visto come lo spazio più adatto per costruire dei sistemi di protezione sociale, basati sull’offerta di servizi. Partendo dall’analisi delle prospettive demografiche del nostro territorio è doveroso e responsabile ragionare insieme nella direzione di una rimodulazione dei sistemi di welfare che, nel mix di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, permetta di elevare le quote di utenza, reperire nuove risorse e diffondere modalità più efficaci di intervento”.

Ospite della serata il dirigente del Servizio Benessere Sociale e Partecipazione del comune di Forlì, dottoressa Rossella Ibba, la quale ha inquadrato la tematica del welfare partendo dal dato dell’invecchiamento e della diminuzione della popolazione nel distretto corrispondente al territorio dei 15 comuni dell’area forlivese, confermandone la centralità quale nodo strategico per erogare, in modo integrato, i servizi sanitari e sociali. Ha quindi ricordato i principi che hanno informato la programmazione del welfare locale, ossia una forte presenza di garanzia del pubblico ed una continua ricerca di qualificare i servizi mediante l’ascolto dei cittadini.

I vari interventi hanno evidenziato come, nella realtà, ci siano ampi margini di intervento: per esempio nel campo della tutela della parificazione dei diritti tra lavoratrici e imprenditrici e in casi generalizzabili di imprenditori, che vivano situazioni di grave disagio all’interno della famiglia.

“L’aspetto collaborativo – conclude Sartini – tra gli attori locali, sociali, economici ed istituzionali, è davvero un punto nodale, in quanto ciascuno ha qualcosa da dire e da mettere in campo. Per quanto ci riguarda, vediamo nella implementazione delle reti locali di welfare, una opportunità per il sistema imprenditoriale che si inserisce nel quadro di appalti che il pubblico esternalizza e nella creazione di opportunità di mercato per nuova imprenditoria come, per esempio, negli ambiti del caregiver e delle case-famiglia”.