. Imprese verso i mercati esteri, arriva il bando Mise per aiutare Pmi e startup

Anche pmi e startup possono guardare all’estero per aumentare subito le proprie possibilità di mercato. Ne è convinto il Ministero dello Sviluppo Economico, che con l’obiettivo di rendere i processi di internazionalizzazione inclusivi e a misura di ogni impresa, ha scelto di promuovere il secondo bando per riconoscere contributi alle realtà meno strutturate.

Sul piatto, fondi per 26 milioni di euro che saranno destinati sotto forma di voucher a fondo perduto, concessi a tutte le imprese interessate a portare la qualità del proprio lavoro ben oltre i confini del territorio d’appartenenza. Due sono le novità rispetto al precedente bando: i voucher potranno essere richiesti anche da aziende costituite come società di persone, e rispetto alla cifra base di 10mila euro (8 mila per aziende che hanno già beneficiato del contributo precedente) potranno essere innalzati a 15 mila euro se si deciderà di avvalersi per almeno un anno della consulenza dei Temporary Export Manager, contributo raddoppiabile in caso di raggiungimento di specifici obiettivi.

I Temporary Export Manager

Il vero problema delle realtà imprenditoriali minori è infatti avere meno risorse per sostenere studi di fattibilità o indagini dei mercati esteri, passaggi necessari per avviare un processo di export efficace e calibrato sulle proprie caratteristiche. Il Mise ha quindi scelto di sostenere il ricorso ai Temporary Export Manager (Tem), chiamati a fare da “ufficio export” esterno all’impresa fino alla fase di consolidamento della strategia d’internazionalizzazione.

Chi potrà richiedere i voucher internazionalizzazione

Tutte le Pmi in attività, iscritte al registro imprese, in regola con i contributi previdenziali e con un fatturato minimo di 500mila euro annui. Dal vincolo del fatturato minimo sono escluse le startup innovative, che potranno godere del contributo da subito.   

Due diverse tipologie di agevolazione

Le imprese potranno beneficiare di due differenti contributi:

  • voucher “early stage”: 10mila euro di contributo (8mila in caso di impresa che ha già beneficiato di un voucher del precedente bando), a fronte di un contratto di servizio con un Tem pari almeno a 13mila euro (al netto Iva). Durata minima del contratto: 6 mesi.
  • voucher “advanced stage”: 15mila euro di contributo a fronte di un contratto di servizio con un Tem pari almeno a 25mila euro (al netto Iva. Durata minima del contratto: 12 mesi.

Come e quando va presentata la domanda

La domanda dovrà essere presentata in forma telematica tramite la procedura inserita nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico, a partire dalle 10 del 21 novembre 2017 e fino al termine ultimo delle 16 del 1° dicembre 2018. Una volta regolato questo passaggio i voucher saranno assegnati tramite procedura di clic-day con modalità comunicate nelle prossime settimane.

«L’opportunità è concreta - evidenzia Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza - ma le imprese devono arrivare pronte, perché numeri alla mano i voucher erogati non potranno essere più di 1500-2000 a livello nazionale. Le esortiamo quindi ad attivarsi subito, chiedendo informazioni per conoscere questa opportunità. La nostra associazione potrà accompagnarle lungo tutto questo percorso».

CNA Vicenza verso l’iscrizione all’elenco dei Tem

Il Mise ha reso note proprio nelle scorse settimane le modalità per iscriversi all’elenco dei Tem, procedura obbligatoria che tutti gli interessati dovranno avviare a partire dal 16 ottobre ed entro fine mese. Anche CNA Vicenza ha scelto di inserire la propria posizione, per rivolgersi alle imprese come interlocutore professionale ma soprattutto certificato, a garanzia della massima sicurezza degli investimenti.    

«Va detto però - sottolinea ancora Fabris - che il bando, per quanto importante, presenta dei limiti. Mi riferisco soprattutto al fatturato minimo, che potrebbe penalizzare molte micro imprese artigiane escludendole dai contributi. In questa direzione CNA Vicenza sta avviando nuovi progetti per affiancare al bando soluzioni alternative: ogni azienda potrà così costruire un piano d’export serio e funzionale, individuando gli strumenti finanziari con cui sostenerlo. Al centro, solo la tutela degli interessi dell’impresa, unico reale indice dell’efficacia del nostro lavoro».

 

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