. La CNA di Ancona festeggia il Tax Free Day delle piccole e medie imprese

E’ arrivato finalmente il giorno della liberazione dalle tasse: il Tax Free Day, vale a dire il giorno in cui l'imprenditore può cominciare a destinare i guadagni aziendali all'impresa e alla propria famiglia perché ha finalmente finito di pagare il fisco italiano. Un giorno importante, che permette all’impresa di fare ciò per cui è nata: dare reddito al proprio creatore.

Ogni anno la CNA calcola il Total Tax Rate (Ttr) delle piccole e medie imprese, da cui si ricava appunto il giorno “della liberazione”. Uno dei paradossi di questa giornata è che proprio per l’alta e variegata pressione fiscale locale, ogni città ha il suo Tax Free Day. Dai dati dell’indagine condotta su tutto il territorio nazionale dall’Osservatorio CNA sulla tassazione locale, emerge che il 2017 a livello nazionale si chiude con un Ttr pari a 61,2%, con un aumento dello 0,3% rispetto al 2016 (60,9%). Sul territorio italiano, quindi, il Tax Free Day è fissato per il 10 agosto.

La città di Ancona, così come accaduto nel 2016, festeggia il suo Tax Free Day in anticipo rispetto alla media nazionale: in data 4 agosto 2017 si sancisce per il capoluogo di regione la data in cui si termina di lavorare per il fisco e si inizia a lavorare per se stessi. Il Ttr della città dorica si posiziona quindi al 59,4%, un’imposizione fiscale che pone Ancona al 45° posto tra le 135 città prese a riferimento nella classifica nazionale. Rispetto al 2016 Ancona peggiora leggermente, registrando un più 0,3%. Un aumento che deriva in gran parte dai contributi per IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), che passano da 10.891 a 11.103.

Nell’ambito dell’area vasta di Ancona, l’indagine CNA pone la città dorica al centro classifica: in primo piano abbiamo Falconara con il 62,5%, poi Ancona con un 59,4%, ed infine Osimo con il 58,4%. Al contrario, a livello regionale, tra le città capoluogo, Ancona si pone al 4° posto tra i 6 capoluoghi: Pesaro si attesta al 62,5%, Urbino al 61,7%, Macerata al 61,5%, Ancona al 59,4%, Fermo a pari merito con Ascoli al 59,2%.

“E’ un luogo comune che la tassazione italiana sia elevata – commentano Andrea Cantori e Loredana Giacomini, rispettivamente segretario e presidente della Cna di Ancona – ma proprio per questo sentiamo l’esigenza di porre sempre con più forza questo tema all’attenzione dell’opinione pubblica. Abbiamo la necessità di alzare il tiro, di rafforzare una battaglia che oggi, a nostro giudizio, diventa prioritaria: una questione di vita o di morte per le imprese. La presidenza della Cna di Ancona ritiene infatti il tema delle tasse fondamentale per la ripresa economica. Vi è quindi la necessità di far sì che sempre più imprenditori, in provincia come a livello nazionale, si mobilitino per ottenere un abbassamento della pressione fiscale non più rinviabile”.

 

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