. L’ultima erede del ‘regno’ dei confetti

A due anni sedeva su una poltroncina e osservava attenta tutte le fasi di produzione dei confetti. Oggi, a 28 anni, è l’ultima erede della famiglia che del dolce tipico di Sulmona detiene lo scettro. “Io e mio fratello Emanuele siamo la decima generazione – sottolinea orgogliosa Valeria Giammarco –. I nostri genitori discendono entrambi da due famiglie che producono confetti in maniera interamente artigianale dalla metà del Settecento. I macchinari e la passione sono praticamente immutati”.

L’Antichissima e Premiata Fabbrica di confetti Rapone sorge nel cuore di Sulmona. Un antico palazzo in stile Liberty, con il laboratorio-negozio, dove i Rapone Giammarco vivono e lavorano.

Studio Psicobiologia del comportamento – spiega Valeria – ma ho sempre voluto lavorare nell’impresa di famiglia. Ognuno sa fare tutto all’occorrenza, ma diciamo che io mi occupo dell’aspetto produttivo e creativo, mio fratello del packaging, mio padre della comunicazione e mia madre è la titolare. E’ suo il brevetto e il marchio depositato nel 2004 del confetto allo zafferano”.

Il ciclo di produzione dei confetti richiede circa 20-30 giorni. Oltre novanta i gusti, e tutti con materie prime selezionate e lavorate rigorosamente a mano: dalla mandorla di Avola allo zafferano d’Abruzzo, dal fico calabrese al pistacchio siciliano e così via.

“Sono le materie prime a dettare i tempi – spiega Valeria – è il confetto che decide di riprendere o sospendere la lavorazione in base alla stagionatura e noi dobbiamo adeguarci. E’ un sottile equilibrio di gusti e componenti, un lavoro fisico di precisione e calibratura. Non sono ammessi errori”.

Una qualità e un rigore che sono valsi all’Antichissima Fabbrica Rapone numerosi Diplomi di Gran Premio e Medaglie d’Oro, nonché apprezzamenti di critica e palati.

“Da sempre spediamo in tutto il mondo – continua Valeria – il nostro mercato principale è quello estero, in primis il Giappone, seguito dal Nord Europa, gli Stati Uniti e il Medioriente. Ci affidiamo esclusivamente al passaparola, abbiamo scelto di non fare pubblicità e lavoriamo su ordinazione, anche via mail”.

Tradizione e innovazione che si amalgamano. E così, accanto al confetto alla mandorla - “il più difficile, perché da noi si aspettano che sia a regola d’arte” – sono nati i confetti allo zenzero, con vera radice di ginger tagliata a mano, quelli alla frutta esotica o la linea agli estratti floreali, ideata da Valeria. Ma anche confetti dai colori personalizzati, “come quella volta che la sposa arrivò con un campione color ciliegia dell’abito confezionato da Alexander McQueen”.

“Arnaldo Foa, invece, arrivava e apriva direttamente il cassetto dei suoi confetti preferiti. Mario Monicelli era molto attento e di poche parole. Il nostro lavoro  - conclude Valeria – sta spesso nel cercare di capire cosa ha in mente il cliente, i miei studi aiutano in questo. Le persone sono abituate ai sapori industriali, i nostri confetti possono essere grezzi, irregolari, a seconda degli ingredienti. Ma non hanno né concorrenti né rivali”.

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