. Osservatorio TrendER. Sorridono solo le Pmi in rete

Se le imprese che hanno fatto rete sorridono, per il resto le piccole aziende dell’Emilia Romagna hanno ben pochi motivi per essere soddisfatte in questo 2014: tutti negativi gli indici di fatturato, investimenti, export e costi su personale e consumi. E’ questa la sintesi dei risultati del progetto “Distretti 2” e dell’analisi congiunturale sull’Osservatorio TrendER per il primo semestre 2014, presentati oggi in un convegno da Cna Emilia Romagna al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

L’Emilia Romagna è la seconda in Italia per numero di contratti di rete, sono 1.107 le imprese che hanno utilizzato questa nuova forma di aggregazione, solo la Lombardia fa meglio con 1.997 imprese. I benefici del fare network tra imprese sono invece testimoniati dai risultati del progetto “Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici 2” avviato nel 2011 da diversi soggetti, tra cui Cna Innovazione, col finanziamento della Regione Emilia Romagna e il Ministero dello Sviluppo Economico. Questo progetto ha prodotto 93 nuove reti che hanno coinvolto complessivamente 281 imprese, di cui 118 micro e piccole aziende. Questa iniziativa ha consentito l’assunzione di quasi 300 ricercatori e ricercatrici nelle imprese delle reti, dei quali 170 con contratti non occasionali. Le reti sono nate praticamente in tutti i settori, per quanto riguarda le province, 85 le imprese modenesi che hanno partecipato al progetto, 81 quelle di Bologna, 42 di Reggio Emilia, 34 di Ravenna, 31 di Forlì Cesena, 23 di Rimini, 17 di Parma, 14 di Piacenza, 11 di Ferrara.

Ma di buone notizie per le piccole imprese dell’Emilia Romagna non ce ne sono altre nel 2014. Per le imprese con meno di 20 addetti il primo semestre 2014 segna l’aggravarsi della crisi, tutti gli indicatori registrano decise diminuzioni nel confronto col primo semestre 2013: il fatturato complessivo cala dell’8,6%, quello estero del 21,1%, quello interno dell’8,3%, quello per conto terzi del 10,2%. E’ la rilevazione di TrendER, l’Osservatorio regionale realizzato da Cna Emilia Romagna e Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo. Dal 2008, anno in cui è esplosa la crisi, quelli del 2014 sono i dati peggiori.

La rilevazione vede un rallentamento anche sugli investimenti, che fanno segnare un -1.3%. Di particolare intensità la diminuzione degli investimenti in macchinari (-47,5%). Il riacutizzarsi della crisi per le micro e piccole imprese della regione si conferma nelle dinamiche delle voci di costo: calano le spese per le retribuzioni (-10,9%) con una brusca interruzione alla crescita registrata nel corso del 2013. Calano per il terzo semestre consecutivo le spese per i consumi (-7,0%) e anche quelle per la formazione (-7%).

La nuova forte perdita tendenziale di fatturato coinvolge tutte le diverse tipologie di attività, nessuna esclusa. Più decisamente perdono la manifattura (-10,1%) e le costruzioni (-9,3%), ma anche i servizi (-5%). Il sistema moda e la meccanica registrano le cadute più decise (rispettivamente -14,3% e -10,9%). Il legno mobile riprende a perdere fatturato (-4,3%) dopo la pausa di fine 2013. Le produzioni alimentari perdono il 5% del fatturato, rallentando però il ritmo dei tre semestri precedenti. Nell’ambito dei servizi, quelli a persone e famiglie perdono il 7%, le riparazioni dei veicoli il 7,1% e i trasporti  “solo” il 3,7%.

Fatturati in positivo solo per due delle nove province emiliano romagnole: Ferrara (+8,5%) e Piacenza (+0,8%). L’area più colpita è Rimini che tra il 2011 e il 2013 ha perso 23 punti, e anche in questo 2014 fa segnare un -11,5%. Bologna è la provincia che nel primo semestre 2014 fa segnare la performance peggiore col -15,2%, Forlì Cesena – 12,3%, Parma -10,5%, Reggio Emilia -8,3%, Modena -6,45 e Ravenna -1,8%.

"Da questa nostra indagine - ha commentato Paolo Govoni, Presidente Cna Emilia Romagna - emerge con chiarezza come la crisi per le piccole imprese della regione non sia per nulla conclusa. C'è un'assoluta urgenza di intervenire per cambiare questo trend negativo, gli interventi prioritari sono quelli che abbiamo già indicato ai candidati alla Presidenza della Regione: finanziamento dei Consorzi fidi per agevolare l'accesso al credito, semplificazioni contro la burocrazia, fondi europei per favorire l'innovazione delle piccole imprese, mercato degli appalti che non penalizzi i piccoli. Non si può aspettare che la crisi passi da sola, occorre agire e in fretta. Il buon risultato delle reti d'impresa dimostra che esistono strategie per invertire la rotta e Cna sta sostenendo le imprese che intendono percorrere queste strade".

 

I risultati dell’Osservatorio Trender

sul primo semestre 2014

provincia per provincia

sulle imprese con meno di 20 dipendenti

 

Provincia di Bologna

La congiuntura provinciale

Il primo semestre 2014 segna un brusco peggioramento: il fatturato complessivo diminuisce con decisione (-15,2% in linea tendenziale) ma diminuisce ancor più la componente in conto terzi (-18,6%) e si ridimensiona ulteriormente la pur piccola quota di fatturato realizzato sui mercati esteri. Gli investimenti si riducono a un terzo dell’ammontare del 2008 e il riacutizzarsi della crisi conduce le imprese a ridimensionare bruscamente anche le spese per retribuzioni (-15,1%), che a lungo sono risultate invece in crescita tendenziale (per quattro semestri consecutivi). Calano ancora le spese per consumi (-10,8%) e calano anche le spese per assicurazioni. La diminuzione del fatturato per il complesso delle attività della provincia è dovuta in primo luogo al ridimensionamento del giro d’affari delle costruzioni (-18,8%) e del manifatturiero (-16,7%). Il fatturato del terziario si ridimensiona meno velocemente (-6,2%). Nell’ambito del manifatturiero la meccanica registra l’inversione di tendenza più evidente poiché la brusca diminuzione del fatturato nel primo semestre (-17,8%) segue ad un notevole aumento (+14,6%) registrato nel semestre precedente.

Nel sistema moda si registra invece il deterioramento più marcato: la diminuzione del fatturato (-27,4%) è ancora più elevata che nella meccanica e inoltre si tratta di un processo già in corso dalla fine del 2013 allorché la diminuzione del fatturato risultò pari a -23,1%. Nelle produzioni alimentari il fatturato cala ancora (-2,1%) ma il ritmo di ridimensionamento è molto più basso che in precedenza. Il legno-mobile registra una stabilità che non deve indurre a ottimismo: l’indice di livello del fatturato ristagna sui valori più bassi registrati nel periodo della crisi. Tra le attività del terziario l’unico settore a registrare un progresso del fatturato è quello delle riparazioni veicoli (+4,4%): mentre i servizi a famiglie e persone continuano a perdere fatturato (-5,8%), per i trasporti di registra una inversione di tendenza negativa e il fatturato crolla (-9,9%) dopo due semestri di crescita.

 

Provincia di Ferrara

La congiuntura provinciale

Il 2014 si apre con un aumento tendenziale del fatturato complessivo (+8,5%) al quale corrisponde, però, una diminuzione del fatturato realizzato in conto terzi (-3,3%). Il calo degli investimenti e di tutte le voci di spesa considerate indica, però, che il miglioramento tendenziale del fatturato non corrisponde ancora ad una fase di ripresa: il profilo degli indicatori di livello mostra che il ridimensionamento del giro di affari registrato all’inizio del 2013, è lontano dall’essere recuperato.

Il miglioramento del fatturato complessivo appare determinato dal fortissimo incremento del giro d’affari nelle costruzioni (+30,1%), miglioramento che sembra legato soprattutto al recupero delle perdite registrate nel corso del 2013. Anche il manifatturiero registra una crescita – seppur modesta - del giro di affari (+0,8%). Il terziario perde, invece, quasi il 10% del fatturato in un anno, proseguendo un trend di ridimensionamento che dura ormai da tre mesi. Nell’ambito delle attività manifatturiere il fatturato aumenta ancora per la meccanica (+2,1%) ma la ripresa del settore perde slancio in maniera evidente; cresce anche il fatturato del legno-mobile (+21,4%) mentre crolla quello del sistema moda (-30,3%). Nell’ambito dei servizi, invece, anche nel primo semestre 2014, come già nel semestre precedente, tutte le attività considerate perdono fatturato.

Provincia di Forlì-Cesena

La congiuntura provinciale

La crisi si riacutizza e il 2014 si apre con una ulteriore e più decisa diminuzione tendenziale del fatturato complessivo, che passa da -7,4% nel secondo semestre 2013 a -12,3% nel primo semestre 2014. A differenza dei tre semestri precedenti, la diminuzione del fatturato in conto terzi (-10,5%) è meno decisa di quella del fatturato complessivo.

Gli investimenti registrano un crollo (-48,8% quelli complessivi) e il loro indice di livello cade a 29,1, nuovo punto di minimo dall’inizio della crisi. Tornano a calare anche le spese per retribuzioni (-9%) mentre continuano a ridursi a ritmo deciso le spese per consumi (-14,7%).

Il nuovo aggravarsi della crisi riguarda tutti e tre i macrosettori considerati ma più intensamente le manifatture dove il primo semestre 2014 registra una diminuzione di fatturato (-12,3%) che interrompe il processo di ripresa del 2013. La perdita di fatturato è ancora superiore per le costruzioni (-17%) e nel terziario sfiora l’8%.

La perdita di fatturato del manifatturiero riguarda tutti i settori: nella meccanica pone fine alla ripresa avviata già a fine 2012, nel legno mobile inverte nuovamente la tendenza positiva di fine 2013, nel sistema moda prosegue la tendenza negativa avviatasi fin da inizio 2012.

Anche nel terziario, la condizione di diminuzione del fatturato è generalizzata e resta più decisa nel settore dei servizi a famiglie e persone (-9,8%).

 

Provincia di Modena

La congiuntura provinciale

La decisa caduta che interessa il fatturato complessivo (-6,4%) è ancora più pronunciata per la componente in conto terzi (-9,3%) che era entrata in forte crisi già nella seconda metà del 2013 e che, dunque, caratterizza in negativo le dinamiche recenti dell’economia provinciale.

Si arresta e si inverte il processo di crescita delle spese per retribuzioni (da +6,5% a -5,9%) mentre continuano a calare le spese per consumi (-6,9%) e crollano quelle per formazione (-34,1%).

La forte diminuzione del fatturato totale è dovuta soprattutto al calo registrato dal terziario e dalle costruzioni (oltre il 10% in meno in ambedue i casi); assai più contenuto è il ridimensionamento registrato nel manifatturiero (-1,8%), ridimensionamento che, tuttavia, pone soluzione al processo di ripresa del comparto che si era avviato a fine 2012.

Tra le manifatture, mentre la meccanica registra l’arresto del processo di ripresa che si era avviato a fine 2012 (-0,2% la variazione tendenziale di fatturato), per legno mobile e sistema moda prosegue il trend negativo. Solo le trasformazioni alimentari registrano una (modesta) crescita di fatturato (+0,9%).

Tra le attività di servizio, le dinamiche più negative interessano ancora i servizi a persone e famiglie (-12,9%) e le riparazioni veicoli (-15,7%). Per i trasporti, il primo semestre 2014 rappresenta una brusca inversione di tendenza rispetto al buon risultato segnato nel secondo semestre 2013 (da +6% a -6,9%).

 

Provincia di Parma

La congiuntura provinciale

Prosegue nel primo semestre 2014 il processo di forte ridimensionamento del fatturato (-10,5% quello complessivo) il cui indice di livello registra il nuovo valore di minimo (è pari a 69,9 posto a 100 il 2008).

Sono in calo anche tutte le voci di spesa, fatta eccezione per la spesa per assicurazioni (+14%): si registra infatti -7,2% per le spese da retribuzioni, -11% per le spese per consumi, -43,5% per le spese per formazione. La perdita di fatturato delle costruzioni (-15,5%) prevale su quella del manifatturiero (-10,6%) e del terziario (-4,4%).

Tra le attività del manifatturiero, proseguono le difficoltà della meccanica (-16,1%), riprende invece a crescere il fatturato del legno-mobile (+15,6%).

Nel terziario, mentre prosegue la tendenza negativa per il fatturato dei settori trasporti (-5,8%) e autoriparazioni (-5,6%), ritorna invece a crescere il giro d’affari dei servizi a famiglie e persone (+4,4% dopo il -13,9% del secondo semestre).

 

Provincia di Piacenza

La congiuntura provinciale

Il 2014 si apre con una sostanziale tenuta del fatturato complessivo (+0,8%) che interrompe il trend negativo del 2013.

Prosegue, invece, la tendenza alla diminuzione del fatturato in conto terzi (-3,7%). L’indice di livello degli investimenti registra un nuovo valore di minimo, posizionandosi a 20,7 fatto 100 il 2008.

La tenuta del fatturato complessivo per le imprese fino a 19 addetti della provincia, è dovuta al progresso del terziario (+1,3%) ma soprattutto alla buona performance delle costruzioni (+5,5%), di nuovo in crescita tendenziale.

Nel terziario, mentre i servizi a persone e famiglie perdono quasi un quinto del fatturato (-24,6%), i trasporti registrano invece una nuova crescita (+5,8%).

 

Provincia di Ravenna

La congiuntura provinciale

Prosegue ma rallenta, nel primo semestre 2014, il trend decrescente del fatturato avviatosi nuovamente a fine 2013. Il calo di fatturato totale (-1,8%) è meno intenso sia di quello in conto terzi (-5,2%) sia di quello realizzato sul mercato interno (-2,6%): export e conto proprio mostrano di aver reagito meglio al riaffacciarsi della crisi.

Tornano a diminuire le spese per retribuzioni (-11,5%) dopo un 2013 tutto in crescita, mentre continuano a calare le spese per consumi (-6,8%) e quelle per formazione (-3,1%).

La moderata diminuzione del fatturato complessivo è determinata tutta dalla perdita del terziario (-8,0%) poiché il fatturato delle costruzioni è stabile (+0,2%) e quello delle attività manifatturiere, in leggera ripresa tendenziale (+1,4%).

Nell’ambito delle manifatture, mentre la ripresa del fatturato si indebolisce ancora nella meccanica (da +12,3% a +1,8%), si registra, invece, una crescita rilevante del fatturato per il sistema moda (+11,1%).

Nel terziario sono forti le perdite di fatturato per trasporti e riparazioni veicoli (rispettivamente -9,7% e -9,1%); molto più lieve la perdita dei servizi a famiglie e persone (-0,5%).

 

Provincia di Reggio Emilia

La congiuntura provinciale

Il 2014 si apre con un’ulteriore diminuzione del fatturato complessivo (-8,3%), la quinta consecutiva. L’indice di livello del fatturato totale scende sotto i due terzi dell’ammontare di inizio 2008 (è pari a 62,6) stabilendo il nuovo punto di minimo della crisi. Calano in misura inferiore le componenti del fatturato nazionale (-7,8%) e in conto terzi (-4,1%).

Calano ancora gli investimenti (-16,1%) dopo il crollo di fine 2013 (-44,9%) e calano ancora, tra le principali voci di spesa considerate, quelle per retribuzioni (-14,2%). Le spese per consumi registrano una sostanziale stabilità (-0,2%). Continuano decisamente a crescere, invece, le spese per formazione (+48%) e quelle per assicurazioni (+12,1%). Il prolungarsi della crisi riguarda soprattutto il manifatturiero (-16,3%) e, in misura assai inferiore, le costruzioni (-2,2%); il terziario, invece, registra una moderata crescita (+0,9%).

Tra le manifatture, continuano a perdere fatturato meccanica (-15,8%) e sistema moda (-16,5%); per il legno mobile il calo del fatturato è anch’esso intenso (-10,8%) ma segue ad un aumento registrato a fine 2013. Nel terziario, sono in perdita soprattutto le riparazioni veicoli (-12,9%), poi i servizi a persone e famiglie (-1,7%) . Riprende a crescere il fatturato dei trasporti (+7,6%).

 

Provincia di Rimini

La congiuntura provinciale

Il primo semestre 2014 vede proseguire il processo di forte ridimensionamento del fatturato (-11,5%) riavviatosi nella seconda metà del 2012. Quattro semestri consecutivi di riduzione hanno portato l’indice di livello del fatturato a toccare un nuovo punto di minimo a 64,2 fatto 100 il 2008.

La ripresa degli investimenti complessivi (+20%) interrompe una lunga serie di diminuzioni consecutive (otto semestri) e non riesce a riportare l’indice di livello a valori meno depressi. Il nuovo forte ridimensionamento che ha riguardato le spese per retribuzioni (-19,6%) dopo il fugace incremento registrato a fine 2013, ne riporta l’indice di livello a valori minimi (61,7 fatto 100 il 2008). La spesa per consumi risulta ancora in lieve decremento in linea tendenziale (-0,6%) dopo tre semestri consecutivi di diminuzione. Crolla la spesa per formazione (-68,3%) e cala anche quella per assicurazioni (-26,1%).

Sono le difficoltà del manifatturiero e delle costruzioni a condurre ad un nuovo forte ridimensionamento il fatturato totale delle imprese con meno di 20 addetti della provincia: il manifatturiero perde il 9,1% del fatturato, le costruzioni perdono il 23,5%. Il terziario, invece, registra una lieve crescita (+1%), dovuta tutta al progresso dei trasporti (+8%) che compensa la perdita di fatturato dei servizi a famiglie e persone (-3,4%) e delle riparazioni veicoli (-15,5%).

Tra le manifatture, i dati disponibili a livello settoriale sul fatturato, sono statisticamente affidabili solo per sistema moda (-18,4%) e alimentari (-1,8%).