. Parte l’anno scolastico, si coinvolgano le aziende

La sperimentazione della scuola superiore in 4 anni è valida se gli studenti vengono coinvolti in stage ben strutturati con le aziende. Portare, invece, la scuola dell’obbligo a 18 anni uccide l’apprendistato come percorso alternativo di formazione che abbina scuola e lavoro e consente agli studenti di imparare un mestiere. La Provincia di Bolzano, sfruttando la sua autonomia, può adottare sperimentazioni che siano più adatte alle esigenze del territorio.

L’Ufficio di Presidenza della CNA-SHV, guidato dal presidente regionale Claudio Corrarati, nella sua seduta di insediamento ha analizzato anche il quadro delle riforme a pochi giorni dell’avvio dell’anno scolastico.

“La scuola superiore in 4 anni – afferma Claudio Corrarati, presidente regionale di CNA-SHV – ha un valore aggiunto solo se gli studenti vengono inseriti in stage bene organizzati con le aziende. Soprattutto i docenti devono essere parte attiva come tramite tra gli studenti e le imprese. Queste ultime, organizzandosi in rete, possono offrire una sorta di filiera dei mestieri che consenta agli studenti di effettuare un percorso ragionato e non di seguire degli stage a caso solo per svolgere il numero di ore obbligatorie previste”.

“La provincia di Bolzano può diventare virtuosa anche in questo campo con una sperimentazione pilota per tutta Italia, collegando ogni classe ad un’azienda”, aggiunge la Presidenza CNA-SHV sull'alternanza scuola-lavoro obbligatoria per tutte le scuole. Dal prossimo anno scolastico l’alternanza scuola-lavoro sarà un obbligo per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle superiori. Si tratta di almeno 200 ore da passare in un’azienda o in uno studio professionale per stabilire un primo contatto con il mondo del lavoro e facilitare il futuro inserimento.

“Potremmo collegare – propone la CNA-SHV – un’azienda o più aziende ad una classe di un istituto e metterle nelle condizioni di condividere un programma scolastico ed un programma aziendale di lavori. In pratica, per un anno l’azienda avrebbe nel suo organico una classe scolastica con cui condividere alcuni programmi di lavoro. Nello stesso tempo, la classe avrebbe nel suo programma didattico la condivisone del piano programmatico della ditta. In questo modo si svilupperebbe uno stretto legame tra azienda e classe, favorendo il lavoro in team. Sarebbe una sperimentazione pilota in Italia, in grado di portare l’Alto Adige a diventare virtuoso anche in questo campo, ripercorrendo la strada dell’eccellenza che ha già nell’apprendistato”.

Giudizio negativo, invece, sulla scuola dell’obbligo fino ai 18 anni: “Uccide l’apprendistato – sintetizza il presidente Corrarati – perché è in contrasto con le aspettative di quei giovani che vogliono intraprendere percorsi formativi per imparare un mestiere, sapendo peraltro che in Alto Adige, con i due anni aggiuntivi dopo l’apprendistato, è possibile ottenere la maturità professionale e proseguire gli studi. È quanto mai urgente che il percorso della maturità professionale venga attivato anche dalla scuola italiana, visto che quella tedesca lo ha già avviato”. 

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