. Reno Galliera e fusione tra Comuni

Riorganizzazione dei servizi e della spesa pubblica nel quadro di un più solido sviluppo economico del territorio: queste le ragioni per le quali è al vaglio delle istituzioni locali l’ipotesi di una fusione tra i Comuni dell’area Reno Galliera.  Un trend, quello delle fusioni comunali, che ha interessato altre aree della provincia di Bologna, come nei comuni di Valsamoggia e Alto Reno terme, e dell’intera Emilia-Romagna.

La fusione, che avverrebbe all’interno dell’Unione Reno Galliera, interessa i Comuni di San Giorgio di Piano e Bentivoglio da un lato, e quelli di Castello d’Argile, Galliera, Pieve di Cento e San Pietro in Casale dall’altro. La speranza è che dalle fusioni sorgano due realtà comunali rispettivamente di circa 15000 e 31000 abitanti, dal peso negoziale nei confronti degli enti locali e regionali ben più rilevante.

Maria Luisa Rubbi, Presidente Cna Area Reno Galliera spiega: “la fusione dei Comuni dell’area Reno Galliera è, per Cna Bologna, la strategia giusta da seguire. L’auspicio – continua Rubbi – è che dall’accorpamento delle municipalità scaturisca una riduzione della pressione fiscale”.

Cna Bologna, da sempre sensibile alle esigenze del mondo imprenditoriale, vuole ascoltare i soci dell’Area. “Questo – continua Rubbi – per sottoporre le loro aspettative e le loro perplessità all’attenzione delle Amministrazioni locali”. Per questa ragione è stato predisposto un sondaggio sulle fusioni (consultabile al sito www.bo.cna.it) a cui gli associati dell’area Reno Galliera sono invitati a rispondere.

Le fusioni mirano a semplificare le pratiche burocratiche, efficientare il raggio d’azione della spesa pubblica e in definitiva creare maggiori sinergie nonché specializzazione del personale delle singole municipalità. I risultati attesi, oltre all’armonizzazione dei servizi precedentemente richiamata, hanno come finalità principale lo sviluppo economico del territorio.

Le amministrazioni promettono che la fusione, qualora le urne deliberassero in tal senso, non inficerà in alcun modo sul livello di servizi che l’area Reno Galliera è riuscita nel tempo a garantire ai propri cittadini. I comuni riceverebbero, infatti, contributi straordinari su un arco temporale di 10 anni.

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