. Ristrutturazioni edili, ecosostenibilità da valorizzare

Ristrutturare gli edifici vetusti con gli standard CasaClima garantisce l’efficientamento energetico ma non c’è una vera attenzione sull’ecosostenibilità dei materiali. È quanto emerso mercoledì 8 novembre nella serata informativa per imprenditori e cittadini sul tema “Ecosostenibilità nelle ristrutturazioni e nei piccoli interventi edili”, organizzata da CNA-SHV Costruzioni nella sala polifunzionale Anne Frank di Bolzano.

Un tema molto attuale, visto che, come emerso durante la firma del protocollo d’intesa tra l’associazione degli amministratori condominiali Anaci e il Comune, a Bolzano il 70% degli edifici è stato costruito tra gli anni Cinquanta e Settanta e deve essere risanato.

La serata è stata aperta dalla relazione di Emilio Corea, Presidente di CNA-SHV Costruzioni: “La sostenibilità ambientale – ha detto – è la capacità di utilizzare le materie prime facendo in modo che le generazioni future abbiano la nostra stessa vivibilità. L’edilizia ha un indubbio impatto sul territorio e, dove ci sono costruzioni, c’è anche un carico antropico. In Alto Adige, grazie agli standard CasaClima, c’è una visione chiara sull’efficientamento energetico degli edifici, ma non c’è una vera attenzione sull’ecosostenibilità dei materiali. Il committente in genere non ha le competenze per la scelta dei materiali, demandata al progettista, o all’imprenditore, o all’artigiano che esegue i lavori. La tutela ambientale è una coperta piccola e occorre trovare un compromesso tra il costo dell’intervento, l’efficacia del materiale e l’ecosostenibilità dello stesso”.

Corea ha tracciato l’identikit del materiale ecosostenibile: uso parsimonioso delle materie prime rinnovabili; impiego di materie riciclabili; basso consumo di energia e acqua nella produzione; nessun rilascio di sostanze nocive, scarti e scorie inquinanti; garanzia di durata e riparabilità; trasporti e confezionamenti con imballaggi riciclabili; elevata attenzione al costo sociale, ambientale ed economico.

Michele Peruzzo si è concentrato sui serramenti esterni, spiegando che il 35% della dispersione deriva dalle finestre, il 30% dal cattivo funzionamento dell’impianto termico e il 35% da muri, tetto e pavimento. Nel complesso, l’11% del consumo totale di energia dipende da porte e finestre. Peruzzo ha illustrato le tecniche migliori per l’isolamento dei serramenti, come l’utilizzo di un distanziatore in materiale plastico tra i vetri anziché l’alluminio che ha molta dispersione termica. E ancora, l’isolamento del cassonetto della serranda, la posa in opera secondo la normativa italiana UNI 11673,  poco uso di silicone sui bordi, isolamento termico dei davanzali, uso di schiuma elastica. “Uno spazio vuoto di un millimetro nel serramento – ha detto Peruzzo – disperde quando parecchi metri quadrati di muro”.

Roberto Grasso ha illustrato ai partecipanti le ultime tecniche in materia di deumidificazione e risanamento delle superfici umide, oltre a fornire consigli pratici per l’areazione dei locali visto che “due bambini e due adulti producono in casa tra 10 e 14 litri di vapore”.

Elmar Tapfer si è soffermato su un problema spesso sottovalutato: il risanamento acustico. Illustrando i vari sistemi di risanamento acustico a secco, Tapfer ha raccomandato di valutare la problematica in anticipo rispetto alla progettazione dei lavori per dare il giusto comfort all’abitazione.

Una carrellata sulle agevolazioni e sui contributi esistenti, statali e provinciali, è stata effettuata da Gianni Sarti, funzionario della CNA-SHV specializzato nei risanamenti energetici. Focus in particolare sui contributi a fondo perduto della Provincia che prevedono fino al 70% per in condomini e fino al 50% per le singole unità abitative purché alla fine dell’intervento l’immobile rientri negli standard CasaClima C o CasaClima R.

La serata è stata chiusa dalla relazione di Claudio Marsili sulle pitture e sulle guaine per l’efficientamento energetico. 

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