. Silvestrini: “Anche nell’edilizia l’Italia deve puntare sulla qualità”

Una filiera da 112 miliardi con 750mila addett: è il giro d'affari del mercato dell'impiantistica e dell'installazione in Italia, fotografato nel rapporto sul mercato dell’installazione e degli impianti curato da CRESME e CNA e presentato oggi a Roma, nella sede nazionale della Confederazione. Il settore ha anticipato la ripresa crescendo del 2,6% nel 2015 e del 2,1% nel 2016. E si prevede un'ulteriore crescita del 3,2% quest’anno e del 3,6% l’anno prossimo. A patto che siano mantenute le attuali detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica. Altrimenti nel 2018 si registrerebbe una perdita dell’8,8%. "Dobbiamo puntare sulla qualità. Trasformare l’Italia nel Paese della qualità, anche nell’edilizia”. Lo ha dichiarato Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA, intervenendo in apertura dell'incontro.

“Gli incentivi – ha aggiunto Silvestrini – hanno avuto un fondamentale ruolo di stimolo per la crescita dell’impiantistica. Come CNA ci stiamo battendo perché rimangano. Abbiamo proposto, inoltre, di allargare le potenzialità di questo strumento. Chiediamo che la detrazione decennale riconosciuta al cittadino possa essere trasformata in credito di imposta e ceduta a una banca. Questo potrebbe costituire un ulteriore, potente ruolo di animazione dell’intero settore, perché oggi gli edifici, più che costruirsi, si riqualificano, prevale l’innovazione tecnologica, la domotica, per cui il valore aggiunto dell’impiantistica nella riqualificazione cresce e sfiora il 40%”.

“E’ importante – osserva il presidente di CNA Installazione Impianti, Carmine Battipaglia  -far sì che tutti comprendano la filosofia dell’efficientamento energetico, fin dalla scuola, dove si formano i futuri consumatori, i futuri cittadini. Gli incentivi sono necessari, infatti, ma non possiamo limitarci ad aiutare la sostituzione degli infissi. Serve, appunto, un ecocredito che permetta di affrontare lavori più complessi. E vanno istituiti controlli, oggi praticamente inesistenti, per stimolare le imprese a investire nell’offerta di qualità”.

 

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