. Silvestrini: "Serve scatto d'orgoglio della classe dirigente per colmare gap nord-sud"

Si è tenuta oggi all’Urban Center di Siracusa l’assemblea territoriale di CNA Siracusa. Una grande partecipazione di artigiani, commercianti e PMI che hanno seguito i lavori con un focus sull’utilizzo dei fondi comunitari.

I lavori hanno preso il via con i saluti del presidente Innocenzo Russo che ha messo al centro della propria riflessione la condizione delle micro imprese del territorio ed il lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno su tutti i livelli associativi. Un lavoro intenso verso gli enti locali ed il governo nazionale con l’obiettivo di ridurre la fortissima pressione fiscale e semplificare procedure asfissianti mettendo al centro le esigenze dei piccoli troppo spesso dimenticati nelle strategie del territorio e del paese.

Dopo il saluto della città portato dall’assessore alle attività produttive di Siracusa Fabio Moschella ha relazionato il vice segretario Giampaolo Miceli ripercorrendo i risultati delle ultime programmazioni comunitarie in Sicilia ed evidenziando le principali criticità e sottolineando l’assenza di protagonismo dei territori nella gestione strategica dei fondi e le più urgenti azioni di ri-allineamento delle stesse alle esigenze delle comunità locali.

Sul tema è seguito un fitto dibattito cui hanno preso parte il direttore generale del dipartimento della programmazione siciliana DARIO Tornabene, l’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera, il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, il vice presidente ANCI Paolo Amenta ed il docente universitario Marco Romano.

Alcune precisazioni e tanta voglia di dare nuove prospettive alla Sicilia con un patto forte tra istituzioni, associazioni e comunità locali.

A concludere i lavori Sergio Silvestrini segretario generale di CNA. “Occorre uno scatto di orgoglio dell’intera classe dirigente del mezzogiorno - ha affermato - senza la quale sarà difficile colmare il gap enorme che divide il centro nord dal sud Italia. L’utilizzo coerente ed efficace dei fondi comunitari è l’unica strada per ridurre questa distanza e generare autentica coesione sociale non solo nelle regioni interessate, ma in tutto il paese”

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