. Sondaggio CNA: priorità a Ecobonus, deducibilità IMU e superammortamento

Conferma dell’Ecobonus (32,7%), deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa (23,7%) e proroga del super-ammortamento al 140% per investimenti: sono le tre richieste più votate dalle piccole e micro imprese associate della CNA che hanno partecipato al sondaggio del Centri Studi CNA sulla Legge di Bilancio 2018.

“Nella Nota di Aggiornamento al DEF – rileva il Centro Studi – il Governo ha affermato di volere impostare la prossima Legge di Bilancio per il 2018 continuando a operare lungo un “sentiero stretto” tra le necessità di ridurre il disavanzo e di rafforzare la ripresa per mettere definitivamente alle spalle del Paese la recessione. Nelle previsioni del Governo, la prossima Legge di Bilancio potrebbe accelerare la crescita per il 2018 dall’1,2% all’1,5%. La manovra dovrebbe essere incentrata su un numero limitato di interventi, nel rispetto dei vincoli di bilancio: il congelamento dell’aumento dell’aliquota Iva dal 22% al 25%, il rilancio degli investimenti e alcune misure a favore della crescita dell’occupazione (in particolare, riduzione degli oneri contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato per i più giovani). Dato per assodato che il fisco, gli investimenti e l’occupazione sono gli ambiti nei quali il Governo intende operare in maniera prioritaria, la CNA ha promosso un’indagine volta a far emergere le preferenze delle micro e piccole imprese circa le misure ritenute più urgenti”.

Per le imprese che hanno partecipato all’indagine la conferma delle detrazioni per ristrutturazioni/riqualificazione energetica e/o antisismica (Ecobonus) è la misura maggiormente desiderata, col 32,7% di preferenze. Non sorprende che questa misura sia maggiormente richiesta dai comparti delle costruzioni: 70,4% di preferenze nell’edilizia, 59,7% nell’installazione e nella manutenzione di impianti.

La deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa è la seconda misura indicata dai partecipanti al sondaggio (23,7%) e trova un maggior favore tra le imprese della manifattura (32,1%) e del commercio (25,4%). “Si tratta, infatti – commentano Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA-SHV e Andrea Benoni, presidente della CNA del Trentino - di settori per i quali il valore degli stabilimenti produttivi e dei locali commerciali per l’esercizio dell’attività risulta particolarmente rilevante”.

Tra le misure volte a favorire la crescita degli investimenti, la proroga del super-ammortamento del 140% per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi è quella maggiormente auspicata (23,5% delle imprese) e indica la volontà delle imprese di continuare a rafforzarsi in una fase congiunturale particolarmente favorevole. Tra i settori che manifestano un maggior interesse per la proroga di questa misura ci sono, ovviamente, quelli dell’industria (manifattura e costruzioni). Meno scontata è l’indicazione proveniente dal settore dei trasporti dove la proroga del super-ammortamento è richiesta addirittura dal 42,1% delle imprese.

Anche la riduzione della fiscalità energetica rientra tra le misure auspicate e viene indicata dal 19,2% dei rispondenti. Del resto, come è emerso dall’Osservatorio Energia CNA, la bolletta energetica a carico delle micro e piccole imprese italiane supera di circa 45 punti percentuali quella pagata mediamente nell’Unione Europea.

Le imprese manifestano interesse anche per le misure riguardanti il costo del lavoro sulle nuove assunzioni. Il 17,1% di esse è favorevole alla riduzione dei contributi per i giovani da assumere a tempo indeterminato. La quota raggiunge o supera i venti punti percentuali nei settori dei servizi alla persona e alle imprese.

Nonostante che il tempo indeterminato rappresenti il contratto principe applicato nelle micro e piccole imprese, vi è anche una quota significativa di rispondenti (15,0%) che auspica sgravi contributivi anche sull’apprendistato professionalizzante. Anche in questo caso le percentuali più elevate riguardano i servizi alla persona (24,1%) e alle imprese (21,3%).

Da ultimo, per le micro e piccole imprese non sono più rinviabili interventi volti a circoscrivere chiaramente l’ambito di applicazione dell’IRAP mediante l’ampliamento della franchigia (11,0%) o la definizione puntuale delle caratteristiche delle imprese non assoggettabili all’imposta (7,5%).

“Per le micro e piccole imprese – analizzano Corrarati e Benoni - la prossima Legge di Bilancio dovrà contenere misure in tema di fisco, lavoro e investimenti. Dall’indagine proposta dalla CNA non emerge, infatti, una netta preferenza a favore di un determinato provvedimento ma la necessità a operare contemporaneamente su più ambiti”.

 

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