. Sosta ridotta all’aeroporto Vespucci: Ncc pronti ad azioni di protesta

 

Sale la rabbia dei noleggiatori per la scelta dell’Aeroporto Vespucci di ridurre a soli 15 minuti la sosta gratuita delle loro vetture. «Una decisione inaccettabile – dice Marco Carraresi di Cna Trasporto Persone Firenze - sia nel metodo, perché comunicata agli operatori con un preavviso di poche ore e senza il minimo coinvolgimento preventivo delle associazioni di rappresentanza, sia nel merito, perché dimentica che per legge noi svogliamo un servizio pubblico, al pari dei tassisti, e che ai servizi pubblici devono essere riservati spazi per l’accoglienza degli utenti in porti, aeroporti e stazioni».

I noleggiatori lamentano che questa decisione dell’aeroporto renda impossibile espletare il loro servizio, ai danni anche della clientela.

«Il nostro lavoro inizia ben prima che la gente salga a bordo: attendiamo all’interno dell’aerostazione che il cliente abbia concluso i controlli e le operazioni di recupero bagaglio per poi accoglierlo e accompagnarlo fino all’auto – continua Marco Carraresi -. È davvero impensabile che tutto ciò possa avvenire nell’arco di un quarto d’ora o che il cliente debba percorre a piedi il tratto di strada per raggiungere il parcheggio a pagamento dove sono costrette a sostare le vetture Ncc una volta scaduti i 15 minuti».

E infatti, a pochi giorni dall’introduzione di queste nuove modalità, i primi nodi stanno venendo al pettine: i clienti iniziano a lamentarsi del disservizio con le strutture ricettive che minacciano di non pagare i noleggiatori.

«Sgombriamo il campo da ogni equivoco – prosegue continua Carraresi - non siamo disposti ad accettare l’idea che per svolgere il proprio lavoro le nostre imprese debbano essere gravate del costo del parcheggio. Noi svolgiamo un servizio di trasporto pubblico non di linea proprio come i tassisti ai quali, giustamente, non ci risulta che l’Aeroporto imponga nulla del genere. Cna trasporto Persone ha chiesto un incontro con l’Aeroporto già da giorni. Se le cose non dovessero evolvere in tempi rapidi siamo pronti a forme di protesta che non ci sono mai appartenute ma che, questa volta, sono inevitabili. Quando un nostro cliente atterra a Peretola siamo noi a dargli il primo benvenuto e lo facciamo a nome dell’intera città. Credo quindi – conclude – che sia interesse di tutti, Comune incluso, riuscire a trovare una soluzione a questa incresciosa situazione che rischia di trasmettere un’idea distorta di Firenze e del tipo di accoglienza che riserva a chi decide di visitarla».

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