. Subfornitura e rapporti con le multinazionali, l'Europa al bivio in vista delle europee nel dibattito con il ministro degli Esteri Moaevero

È un'Europa da ristrutturare a livello politico, ma non da mettere in discussione come fonte di opportunità e di nuovo mercato per le piccole e medie imprese. Di questo avviso il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, che questo pomeriggio ha incontrato a Palazzo Trissino i rappresentanti delle principali associazioni datoriali regionali nell'ambito del Festival Città Impresa, parlando degli scenari futuribili in vista delle prossime elezioni europee. Al tavolo anche Alessandro Conte, presidente di CNA Veneto, che ha portato il focus della discussione su un tema chiave per lo sviluppo nel medio-lungo termine del tessuto manifatturiero vicentino e veneto: il rapporto con le multinazionali.

«Il mercato - ha fatto presente Conte al Ministro Moavero - è evoluto consolidando via via la posizione lobbistica delle multinazionali, le quali oggi sono in posizione nettamente dominante di fronte alle dinamiche di prezzo per gli acquisti dai propri fornitori. È il grande compratore a decidere a quale prezzo acquistare, e il piccolo venditore è costretto a cedere, di fronte al rischio di perdere per intero la commessa. È vero che si sta facendo molto per sostenere progetti di inclusione rivolti alle pmi quanto a innovazioni tecnologiche e opportunità di accesso al credito, linee fondamentali per permettere ai piccoli di rimanere competitivi e non farsi schiacciare dal peso dei grandi player. Ma spesso sono passaggi complessi dal punto di vista burocratico e difficili da gestire internamente per chi è meno strutturato».

«Purtroppo - ha osservato in risposta Moavero - l'analisi della situazione attuale ci dice che il sistema Europa pesa molto meno di quanto pesava nel dopoguerra. E di questo passaggio non ci siamo accorti. Nel 2040 è previsto che nessun Paese europeo sia tra le prime 7 economie del mondo. Per recuperare serve investire di più verso le innovazioni accessibili, che aiutino i grandi a competere e i piccoli a crescere. Le normative che ci permettono di contrastare un mercato sbilanciato dalla parte delle multinazionali ci sono, e allora avvaliamocene. Difendiamo un tessuto normativo che può tutelare tutti e non abbiamo paura di far valere i nostri diritti. Dobbiamo poi batterci per rendere accessibili i fondi europei in modo più semplice e comprensibile. Questa è l'Europa reale, nella quale dobbiamo farci valere. Non combattere e piegarsi sarebbe un gravissimo errore».