. Sventato l’ aumento previsto per le utenze non domestiche

La CNA BAT esprime grande soddisfazione per la mancata approvazione, da parte del Consiglio Comunale di TRANI, dell’aumento delle tariffe TARI 2018 del 4,5% per le utenze non domestiche, proposto dalla Amministrazione Comunale.

Un sentito ringraziamento, infatti, lo rivolgiamo alla Consigliera Francesca Zitoli, il cui emendamento tecnico, condiviso da tutti i capigruppo della maggioranza e poi approvato, ha consentito la rideterminazione delle tariffe TARI 2018, modificando la ripartizione tra le utenze domestiche ( al 71 %)  e quelle non domestiche (al 29 %).

Secondo un nostro calcolo, tale modifica comporterà una significativa riduzione dell’aumento del 4,5%  previsto in delibera, riducendolo a circa 1% per le utenze non domestiche, e nessun aumento per le utenze domestiche.

Un plauso ed un ringraziamento, pertanto, a quei Consiglieri Comunali, (che - ribadiamo - sono i veri amministratori della città) che hanno accolto e condiviso, così come avvenuto per l’anno 2017, la nostra richiesta di non aumentare le tariffe TARI, che avrebbe ancor di più aggravato le piccole  attività economiche e imprenditoriali locali , già da anni soffocate nella morsa della crisi. Apprezziamo il segnale di attenzione che i Consiglieri Comunali, finalmente, hanno mostrato verso una categoria di contribuenti che in questi anni ha continuato a tenere la città viva, ad investire, accendere le luci, dare lavoro e dignità ad ogni strada di questa città, pur di fronte ad una tassazione sui rifiuti la più alta tra i paesi limitrofi e con una politica di gestione del servizio poco efficace.

Non ci sono più scuse: nelle città limitrofe, ci sono aziende pubbliche che gestiscono il servizio dei rifiuti urbani  (a  BARLETTA, la BARSA , a CORATO l’ASIPU) che, pur essendo assalite dai medesimi problemi legati agli impianti  di smaltimento e di recupero presenti in Puglia, hanno superato di gran lunga la soglia minima di percentuale di raccolta differenziata prevista per legge (Barletta 70% -  Corato 76%). Probabilmente, perché alla guida di tali aziende sono state poste persone “capaci” e, soprattutto, che “credono” nella raccolta differenziata.

Condividiamo, quindi, l’ammonizione, da cartellino giallo, nei confronti del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente, da parte dei consiglieri comunali di maggioranza. Basta con i  proclami e le promesse; si avvii senza indugio la raccolta differenziata porta a porta per recuperare il gap nei confronti delle città limitrofe, nel rispetto della legge che obbliga i comuni a raggiungere il 65% di percentuale di raccolta differenziata, salvaguardando l’ambiente, la salute e le tasche dei cittadini.

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