. Una questione di coerenza e “buona politica”

La strada del Fumaiolo è stata al centro delle cronache nei giorni scorsi a causa della decisione della Provincia con vigenza immediata, di limitare il passaggio dei mezzi pesanti. Un danno irreparabile per tutte le aziende che operano su quelle strade, che CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti della Vallata del Savio hanno prontamente denunciato. Ne è derivata la proposta di congelare il provvedimento in attesa della costituzione di un tavolo tecnico che approfondisca la questione.

In questa occasione, la politica ha agito come sempre dovrebbe fare: ha ascoltato le voci dei destinatari dei propri provvedimenti e di chi su quel determinato territorio vive e produce, investendo del proprio, ritornando a tutta la collettività ricchezza e lavoro. Questo è un esempio di quella che definiamo “buona politica”: un amministratore pubblico capace di ritornare sulle proprie decisioni, per dare ascolto alle collettività destinatarie dei propri atti, per meglio valutare, senza la presunzione di detenere la conoscenza assoluta. Di questo va dato merito, al di là di ogni altra considerazione, alla Provincia di Forlì-Cesena, relativamente al traffico pesante sulla strada del Fumaiolo.

Poi ci piacerebbe che l’azione pubblica fosse caratterizzata anche dalla coerenza. Non più di un mese fa, siamo stati chiamati a un confronto sul progetto di fattibilità per la fusione dei Comuni della Vallata del Savio, presentato dall’Unione dei Comuni Valle Savio. Questo dovrebbe presupporre l’interesse ad agire in sinergia sulle questioni di interesse comune. Nelle settimane successive, invece, su temi come la viabilità o la strategia per la promozione turistica, abbiamo assistito a un proliferare di soggetti diversi che non sempre parlano la stessa lingua e che sembrano avere interessi e priorità non coincidenti. Spesso affidando a comunicati stampa la socializzazione della propria posizione, con conseguenti repliche degli altri interlocutori e tutta la liturgia di rito.

Sotto questo aspetto chiediamo un po’ di coerenza: per valutare una possibile fusione, è necessario partire da un minimo di presupposti condivisi. Fra questi, la necessità di trattare nelle apposite sedi istituzionali le tematiche di tutti o di una parte del territorio, attraverso un confronto franco e approfondito, per arrivare a una sintesi che sia espressione di una reale volontà di condivisione.

L’esempio della viabilità sulla strada del Fumaiolo sta a dimostrare che tutto ciò è possibile, oltre che utile. Seguiamolo!

 

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