. Vaccarino: "Settanta anni di storia non sono solo un insieme di eventi di cui avere memoria, noi siamo questa storia"

"Prima di iniziare vorrei rivolgere un pensiero commosso e partecipe alle vittime dell’attacco terroristico di Dacca. Un atto disumano, l’ennesimo, che questa volta ha colpito duramente i nostri connazionali e l’imprenditoria italiana all’estero. Lo sgomento che sentiamo di fronte alla barbarie del terrorismo islamista è grande, altrettanto grande deve essere la nostra capacità di rimanere saldi nella difesa della nostra vita e dei nostri valori" Esordisce con un pensiero alle vittime di Dacca Daniele Vaccarino oggi a Roma per dare il via alle celebrazioni del 70° anniversario della Confederazione da lui presieduta.

"Sono certo di interpretare un sentimento comune alla nostra organizzazione, se dico che questi settanta anni di storia non sono solo un insieme di eventi di cui avere memoria. Noi siamo questa storia. E come noi, chi ci ha preceduto e chi ci seguirà. E’ la storia di una comunità di persone e valori che non si volge al passato con nostalgia e rimpianto,  ma vive e agisce nel presente per costruire il futuro. Una comunità che custodisce e tramanda una memoria che ha cessato di essere memoria ed è diventata identità. Un’identità che reca l’impronta indelebile lasciata da un desiderio. Il desiderio che settanta anni fa ha dato ad alcuni uomini e alcune donne la spinta per mettere definitivamente alle spalle le macerie di una guerra sanguinosa e lacerante e affrontare le sfide di un tempo in cui tutto era da costruire e da ripensare".  

"E se del nostro futuro riusciamo a immaginare ben poco – ha continuato Vaccarino - sappiamo di certo che il modo in cui sarà, le qualità che avrà, saranno frutto delle scelte che faremo, o non faremo, oggi. Delle strade che prenderemo, o non prenderemo, oggi. Sia a livello nazionale, che europeo che internazionale. Conosco bene quanto siano complicate, complesse, interdipendenti le situazioni che giorno dopo giorno ci si presentano davanti . E quanto uno sviluppo diffusivo di nuove tecnologie ci stia portando verso una nuova rivoluzione industriale. Un rivoluzione industriale destinata a modificare il quadro delle  certezze, dei punti di orientamento e delle letture della realtà. In poco più di due decenni abbiamo assistito, a processi di radicale modificazione degli equilibri geopolitici ed economici del nostro mondo che hanno innescato profondi cambiamenti  nei nostri assetti organizzativi e istituzionali, nel funzionamento della politica, nei modelli di produzione e competizione, nel mondo del lavoro, nei sistemi di sicurezza e protezione sociale.  Sono saltati, per dirlo in una sola parola, gli equilibri propri di quell’economia sociale di mercato che, progressivamente, in questi settanta anni di storia repubblicana abbiamo cercato di costruire. E’ saltata l’idea che si poteva andare solo avanti". 

"Uscire dalle difficoltà decisionali, introdurre maggiore discontinuità con cui dare risposta ai cambiamenti profondi che attraversano il nostro mondo, non è necessario solo a livello europeo. Anche a livello nazionale è necessario rivedere a fondo alcuni meccanismi di funzionamento delle strutture della decisione politica e amministrativa, per rendere più efficienti i servizi e più efficaci le decisioni di policy.  Su questo fronte la CNA è impegnata, da tempo, con convinzione e senza pregiudizi, perché è consapevole che senza un radicale processo di riforma e di modernizzazione dei sistemi in cui è organizzata la nostra vita economica e sociale e senza una riforma delle nostre istituzioni, l’Italia è destinata al declino. Un’amministrazione pubblica efficiente, una giustizia civile funzionante, mercati del lavoro elastici e flessibili, rafforzamento della conoscenza, della formazione e della legalità sono condizioni ormai imprescindibili per un Paese che voglia avere una struttura produttiva competitiva. Proprio per questo, riteniamo molto importante non solo che le riforme vengano approvate, ma soprattutto che vengano attuate efficacemente. 

"E' proprio alla luce di queste ragioni - ha aggiunto Vaccarino - che riteniamo si debba guardare la proposta di riforma costituzionale, su cui in autunno saremo chiamati ad esprimerci, nei suoi validi obiettivi di fondo, andando oltre singoli specifici aspetti, su cui naturalmente si possono avere pareri difformi".
Secondo Vaccarino il rafforzamento del potere esecutivo deve "accompagnarsi strettamente alla valorizzazione del ruolo e dell'azione dei soggetti della rappresentanza che vogliono concorrere alla realizzazione del progetto di modernizzazione dell'Italia".
Il Presidente CNA sottolinea quindi il ruolo dell'artigianato e della piccola impresa. "Non può e non deve essere ignorato un fatto essenziale: il 95 % delle imprese di questo paese ha meno di 10 addetti e dà lavoro a un italiano su due. Un fatto che ci dice quanto lo sviluppo italiano sia incentrato sull'artigianato e sulla piccola e piccolissima impresa, che molto spesso la politica, la cultura economica e giuridica, riconosce solo a parole". E l'Italia "non può e non deve permettersi che questo mondo con la sua rappresentanza non sia parte organica delle scelte di cambiamento e di modernizzazione".

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